REDAZIONE FIRENZE

Moschea, il braccio di ferro al Tar L’altra partita: la destinazione d’uso

Non solo lo sfratto sul tavolo: la proprietà ha impugnato la classificazione catastale del fondo di Borgo Allegri. Punta a riottenere l’abilitazione al commercio. La decisione dei giudici amministrativi attesa nel 2023

Non c’è solo la battaglia per ottenere lo sfratto. La Finvi di Prato - proprietaria del fondo, sta portando avanti un altro braccio di ferro, contro la comunità islamica e Palazzo Vecchio. E’ la battaglia sulla destinazione d’uso dell’immobile, l’ex laboratorio-garage di borgo Allegri: fino al 2005, aveva una destinazione catastale commerciale. La giunta guidata da Leonardo Domenici, invece, la cambiò: luogo di culto. Caratteristica che rende meno appetitoso l’immobile sul mercato e ne intacca il potenziale valore di vendita.

Nel 2020, quando Palazzo Vecchio ordinò la demolizione di alcuni abusi presenti nella moschea fiorentina, la Finvi colse la palla al balzo per impugnare dinanzi al Tar l’aggiornamento catastale. Sia l’amministrazione comunale, che la comunità islamica, hanno presentato le loro controdeduzioni al giudici amministrativi. Che ancora non hanno deciso. Si sussurra che sciolgano la riserva a marzo. nel frattempo, le trattative continuano a 360 gradi. Anche intorno all’attuale sede dei musulmani. L’imam Izzedin Elzir ci ha provato più volte, a mettersi a un tavolo e ragionare con la proprietà per comprare quel fondo. Avrebbero raggiunto anche un prezzo, intorno al mezzo milione di euro, che farebbe chiudere l’affare. Ma nella Finvi, di proprietà di due fratelli, ci sono posizioni diverse. E anche per questo, l’operazione non è mai andata in porto. Anche se non è un mistero che sarebbe la soluzione più gradita, almeno per qualche amministratore. Borgo Allegri convive già da anni con quella realtà; una nuova strada, un altro rione, un quartiere differente dovrebbe digerire ed adeguarsi alla novità. E lo stesso vale per i fedeli che la frequentano.

Ieri, intervenendo alla giornata del volontariato regionale della Protezione civile a Scandicci, il prefetto Valerio Valenti ha commentato la giornata di venerdì, conclusasi con il rinvio dello sgombero.

"Alla fine credo che la decisione presa sia stata quella più saggia, di affidare al presidente della Corte d’Appello una valutazione sui tempi e le modalità con cui dare esecuzione a un provvedimento dell’autorità giudiziaria che comunque andrà eseguito".

"I tempi non li conosciamo - ha proseguito il prefetto -, ma confido nel fatto che siano compatibili con una ricerca di una soluzione pacifica", con il reperimento di un’altra struttura, "che è quello che tutti desiderano, credo, per una vicenda che è di natura privatistica, ma che ha delle ricadute ovviamente di natura pubblicistica". Valenti ha voluto "ringraziare un pò tutti coloro che hanno dato un contributo in un momento particolarmente delicato", e chi ha manifestato "lo ha fatto in maniera assolutamente civile".

ste.bro.