
Il maltempo devasta il Mugello: frane e discarica crollata mettono a rischio l'ambiente. Urgente lo stato di emergenza.
Comuni piccoli, problemi enormi. Mentre il Mugello flagellato dal maltempo prova a rimettersi in piedi, incombe la scure dei costi. Gli stanziamenti per i lavori di somma urgenza rischiano di avere effetti devastanti per le casse dei comuni mugellani. Cifre che non fanno dormire sonni tranquilli a Tommaso Triberti, sindaco di Marradi e presidente dell’Unione dei Comuni del Mugello: "Se non verrà riconosciuto lo stato di emergenza nazionale – ammette – non so come ce ne caveremo le gambe". Si stima un conto salatissimo: dalle frane fino alle strade, passando per la discarica – crollata nel torrente Rovigo dopo 54 anni – che va ripulita al più presto prima che tonnellate e tonnellate di rifiuti si trasformino in un disastro ambientale senza precedenti. A tal proposito ieri Regione, Città Metropolitana e Comuni coinvolti si sono riuniti per decidere se attivare la colonna mobile della Protezione civile regionale che potrebbe allestire un campo permanente di intervento in modo da facilitare le operazioni e permettere anche ai volontari di agire in sicurezza. Prima però servirà un’attenta valutazione sia sull’accessibilità dei luoghi sia sui pericoli che potrebbero derivare dal contatto con i rifiuti.
Triberti, la discarica fa paura. I cittadini sono preoccupati e indignati... "Ciò che è successo è grave, un danno enorme, anche a livello d’immagine. Anche stamani (ieri, ndr) abbiamo svolto un sopralluogo per coordinarci e mettere in sicurezza la frana. Adesso la cosa importante è ripulire il territorio, anche se ci sono zone non facili da raggiungere. Ma l’impegno di tutte le istituzioni è massimo, lavoreremo in sinergia tra Comuni per far fronte a una situazione molto complessa".
Non si parla di una discarica abusiva ma di un accordo siglato tra Comuni 54 anni fa... "Erano momenti storici diversi, non mi metto a dare giudizi. Certo, con gli occhi di oggi posso dire che fu fatta una cosa folle, ma purtroppo al tempo di questi scempi ne furono fatti tanti".
Teme ci siano altri siti? "Mi preoccupa che che ci possano essere altre discariche di quelle dimensioni, ma ripeto: ora dobbiamo concentrarsi su quello che c’è da fare".
E il lavoro è tanto, anche per le frane e i danni alle strade... "È in corso una stima complessiva, ma posso dire che solo per Marradi abbiamo stanziato 3 milioni di euro per lavori di somma urgenza, saranno interventi lunghi e complessi. L’Alto Mugello è in ginocchio per le frane, la parte più bassa ha sofferto molto per gli allagamenti, abbiamo la Faentina chiusa e danneggiata, la situazione non è semplice. È fondamentale che venga riconosciuto lo stato di emergenza nazionale".
Altrimenti? "Non so come ce ne caveremo le gambe: senza aiuti il Comune di Marradi dovrebbe attivare mutui per 3 milioni, chiedere soldi in prestito. Cifre importanti che rischiano di mettere in ginocchio i bilanci dei piccoli Comuni".
Cosa la preoccupa di più? "I collegamenti: molte strade sono riaperte ma restano comunque chiuse durante la notte per garantire sicurezza e questo ci rende isolati dal resto della Toscana. L’altro aspetto che mi preoccupa sono i danni ai privati: stiamo ricevendo tantissime segnalazioni, rischiamo un forte spopolamento. È per questo che bisognerà ripensare a fondo il territorio".
In che modo? "Nel giro di due anni abbiamo subìto 4 alluvioni e un terremoto: dobbiamo ripensare la viabilità, ormai non si tratta più di frane ma di interi versanti che si stanno spostando. Andranno fatte valutazioni da un punto di vista urbanistico. Le toppe non bastano più, servono soluzioni definitive o il territorio muore".