TERESA SCARCELLA
TERESA SCARCELLA
Cronaca

Multato per la keybox. Invalido e solo in casa: “Serviva per le urgenze”

Il 75enne è in carrozzina, la cassetta con le chiavi era per i soccorsi. Scatta il sequestro e il verbale di 400 euro. L’assessore Vicini lo incontrerà

La keybox non è stata tolta nei tempi previsti dal nuovo regolamento del Comune, ma la sanzione è parsa eccessiva dato il contesto

La keybox non è stata tolta nei tempi previsti dal nuovo regolamento del Comune, ma la sanzione è parsa eccessiva dato il contesto

Firenze, 5 aprile 2025 – Quando la rigidità delle regole scritte si scontra con le variabili umane. Le prime non ammettono violazioni, ma le seconde richiederebbero elasticità. È il cortocircuito che emerge dalla storia di Luigi Spina, 75enne, residente in San Frediano. Il nuovo regolamento che mette al bando le keybox, lo ha colpito nel portafoglio e nell’animo. “Mi hanno fatto una multa da 400 euro - racconta - e hanno tolto la cassettina che avevo messo accanto al citofono. L’avevo installata per motivi di salute. Sono invalido, non cammino e vivo da solo. Mi serviva per le urgenze, per l’accesso dei soccorsi in caso di malore”.

La guerra del Comune alle keybox è iniziata a tutti gli effetti un mese e mezzo fa. Dopo il primo giro di vite, effettuato dalla polizia municipale il 25 febbraio scorso con assessori e sindaca al seguito, le cassettine usate per gli affitti brevi sono cadute una dopo l’altra sotto le voraci fauci delle tenaglie. Che siano nascoste nei pressi dei garage, nei pertugi dei vicoli del centro, o appese in bella mostra vicino ai portoni o alle inferriate di cancelli e finestre, per loro non c’è scampo, alcuna chance di sopravvivenza. Tolleranza zero. Dopotutto il regolamento di polizia urbana parla chiaro: le keybox vanno rimosse, ne va del decoro e della sicurezza della città. Pena una multa fino a 800 euro, più una denuncia penale.

Ma la situazione di Luigi Spina è ben diversa. Il suo appartamento si trova all’ultimo piano di una vecchia palazzina in San Frediano, alla fine di quattro rampe di scale strette. Vive da solo, senza parenti né tantomeno affittuari. Per aprire la porta di casa ha ideato un meccanismo semplice: una corda attaccata alla serratura che lui tira senza doversi alzare dalla carrozzina elettrica. Anche perché non può. “Vivo così ormai da tempo - racconta nonostante evidenti difficoltà nel parlare-. E di acciacchi ne ho tanti”. La cassettina con le chiavi installata al portone aveva un utilizzo specifico: “Era per le urgenze, nel caso mi dovessi sentire male - spiega il 75enne - per far entrare i soccorritori. Altrimenti sarebbero costretti a venire con i vigili del fuoco per buttare giù la porta, e poi come faccio?”.

Tolleranza zero, dicevamo. La sua keybox non è passata inosservata alla polizia municipale, che il 27 marzo scorso ha bussato alla sua porta, con il verbale in mano: 400 euro di multa che il signor Spina dovrà pagare entro sessanta giorni per evitare maggiorazioni. Via la cassettina nera in ferro, smontata e sequestrata. Le chiavi trovate all’interno gli sono state restituite. “Sono venuti, hanno visto in che condizioni vivo e che questo non è certo un appartamento usato a scopi turistici. Ci sono solo io e la mia carrozzina - commenta - Eppure mi hanno multato lo stesso. Mi sembra veramente assurdo”.

Ed effettivamente la Municipale ha accertato che la keybox fosse esclusivamente ad uso privato. Si legge nel verbale e lo conferma anche il Comune. Nessun risvolto penale per lui, quindi, ma rimane in piedi la questione del decoro. Da qui la multa di ’solo’ 400 euro. Da Palazzo Vecchio fanno sapere che il signor Spina avrebbe potuto (e dovuto) avvertire o comunque mettersi in regola nei tempi stabiliti, magari sostituendo la cassettina con un tastierino, previa approvazione dell’intero condominio. In ogni caso si riservano di fare ulteriori accertamenti e l’assessore Vicini si impegna a incontrarlo. “Non esco mai di casa - conclude il 75enne -. Ora ho lasciato le chiavi alla farmacia qui vicino - continua il 75enne - Ogni tanto vengono a portarmi le medicine a casa. Ma questa non può essere una soluzione. Quando la farmacia è chiusa io rimango scoperto”.