NICCOLO' GRAMIGNI
NICCOLO' GRAMIGNI
Cronaca

Multe e auto rimosse: protestano gli operatori dei servizi domiciliari a Firenze

Gli operatori dei servizi domiciliari a Firenze denunciano multe e rimozioni auto, chiedendo soluzioni al Comune e all'Asl.

La rimozione dei mezzi ha causato, per la Cgil, ritardi nell’assistenza domiciliare

La rimozione dei mezzi ha causato, per la Cgil, ritardi nell’assistenza domiciliare

Auto aziendali rimosse e una pioggia di multe denunciata dagli operatori dei servizi domiciliari del Comune attraverso la Fp Cgil e il suo coordinatore toscano, Simone Baldacci. Ad accendere il caso sono stati i numeri registrati a carico dei lavoratori dei servizi domiciliari dell’Asl Toscana Centro nell’ultima settimana: circa tre multe per ciascuna infrazione cioè per aver lasciato temporaneamente l’auto in aree di sosta a pagamento per svolgere l’attività di assistenza domiciliare in zone della città "dove – spiegano – trovare parcheggio con ’strisce bianche’ risulta praticamente impossibile".

La richiesta del sindacato: non una critica alle multe (sacrosante in caso di infrazione), ma una soluzione per riuscire a parcheggiare e servire i pazienti e cittadini bisognosi di assistenza. Con due richieste: una all’Asl e una a Palazzo Vecchio. La Fp Cgil Usl Toscana Centro chiede al Comune di "agevolare lo svolgimento delle attività, se non ci saranno aperture e se anche l’azienda non si accollerà il costo delle ultime sanzioni, proclameremo lo stato di agitazione del personale. Gli addetti non possono assumersi un ‘rischio d’impresa’ che non dovrebbe competere loro".

A innescare la protesta è stata la situazione degli operatori del distretto di Santa Rosa che, in una sola mattina, si sono visti rimuovere e confiscare tre auto aziendali a causa della pulizia della strada, una strada a fondo chiuso adiacente al distretto. "Mettendo così in ginocchio – spiegano ancora dalla Cgil – l’intero servizio per tutta la giornata, con pesanti ripercussioni per i cittadini che attendevano la loro prestazione a domicilio. Stessa problematica per gli operatori domiciliari del distretto di viale Morgagni, che da mesi hanno visto chiudere l’unico parcheggio interno al presidio a causa dei lavori Pnrr e ogni sera sono costretti a vagare per l’intero quartiere alla ricerca di un posto auto “sicuro”, che spesso trovano a molte centinaia di metri dal distretto, un grave disagio che porta conseguentemente a forti rallentamenti nell’erogazione delle prestazioni, con pesante allungamento dei tempi di risposta alle richieste dei cittadini".

Da qui la richiesta a Palazzo Vecchio: "Chiediamo al comune di concedere più soste gialle adibite a veicoli sanitari nelle aree adiacenti ai Distretti e nelle transito in zone ztl, in aree pedonali o nelle corsie preferenziali indispensabili per raggiungere gli utenti che abitano nel cuore del centro storico cittadino. Da anni – aggiungono – le nostre richieste fatte alla Usl Toscana di ampliare il numero di mezzi aziendali aventi diritto alla concessione di transito nelle Ztl e nelle corsie preferenziali, e di rendere automatico il meccanismo di rinnovo, restano inascoltate. Chiediamo al Comune di aprire a un confronto su come agevolare lo svolgimento delle attività di assistenza domiciliare".

Poi il messaggio all’azienda sanitaria: se ad aprile l’Asl non si accollerà le ultime sanzioni, la Cgil ’minaccia’ di far recare il personale a svolgere i servizi domiciliari con i mezzi pubblici. "Siamo consapevoli – conclude Baldacci – e ci dispiace moltissimo che questa azione comporterà pesanti disagi ai cittadini bisognosi di assistenza domiciliare, ma è impensabile che i lavoratori, già penalizzati economicamente dal mancato rinnovo contrattuale, debbano ad assumersi un ’rischio d’impresa’ che non dovrebbe competere loro".