CLAUDIO CAPANNI
Cronaca

Firenze, il bilancio, le multe e gli incassi. Il tesoro dei verbali del Comune. Previsione da 90 milioni di euro

Palazzo Vecchio conta di incassarne di più rispetto all’anno scorso, ma la missione non è semplice. Più della metà delle entrate extratributarie nel triennio infatti sono classificate come difficilmente esigibili

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Firenze, 13 aprile 2023 – Circa 93 milioni di euro. È questo il tesoretto che Palazzo Vecchio spera di accantonare entro fine 2023 grazie alle attività di controllo e repressione di irregolarità e illeciti. Multe, ma non solo. Il titolo di bilancio, da solo rappresenta più del 30% di tutte le entrate extra-tributarie inserite nel bilancio preventivo approvato a fine marzo e un decimo degli 831 milioni di entrate correnti previste. Si tratta di un balzo di qualche milione rispetto a quanto previsto l’anno scorso con la cifra che, al netto dei rimborsi delle spese di notifica, sfiorava gli 80 milioni.

Ma fra il multare e l’incassare, c’è di mezzo il mare. Quello della burocrazia. Non tutto il montante di incassi calcolato infatti entrerà nelle tasche del Comune. La previsione totale, stavolta per tutto il periodo 2023-2025, sarebbe di circa 280 milioni e 500mila euro, di cui Palazzo Vecchio punta a incassare almeno la metà, circa 139 milioni di euro. A dirlo è l’Fdce cioè il Fondo crediti di dubbia esigibilità. Si tratta di un cassettino del bilancio tenuto sotto chiave dove il Comune, per legge, deve accantonare una cifra destinata a coprire la mancata riscossione di entrate ‘difficili’da esigere.

Qui staranno rinchiusi i 141 milioni di euro che Palazzo Vecchio sa già sarà difficilissimo riscuotere. Il motivo? Notifiche delle sanzioni ai residenti all’estero oppure ricorsi e verbali che, semplicemente, non saranno pagati da famiglie, istituzioni e imprese. O almeno non pagati subito. Fra gli incassi previsti ci sono anche più di 10 milioni di ingiunzioni Cosap, frutto cioè dei controlli riguardanti la tassa sul suolo pubblico. Mentre quasi 3 milioni arriveranno dal servizio rimozione e depositeria.

La mole di sanzioni è finita nel mirino dell’opposizione con i consiglieri di Fratelli d’Italia, Alessandro Draghi e Jacopo Cellai. «Si tratta - hanno commentato - di un bilancio preventivo da 831 milioni di entrate correnti quali imposte, tasse, trasferimenti, entrate extra-tributarie rispetto ai 791 milioni di entrate delle medesime categorie assestate a fine 2022. Una cifra considerevole che avrebbe potuto consentire alla Giunta di intervenire per favorire agevolazioni fiscali a sostegno di imprese e famiglie e che invece è stata utilizzata in larghissima parte per coprire un aumento di spese di beni di consumo e servizi per il funzionamento dell’ente». La risposta a stretto giro era arrivata dal capogruppo del Pd, Nicola Armentano. «Una parte del centrodestra - ha replicato - è a favore del rispetto e del controllo solo quando torna comodo, dimenticando ancora una volta che i proventi delle multe vengono reinvestiti sul fronte della sicurezza stradale, un tema a cui teniamo moltissimor».