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Natalino Balasso porta Ruzante al Teatro Puccini: un gioco tra commedia e tragedia

Natalino Balasso interpreta Ruzante al Teatro Puccini, un mix di commedia e tragedia tra satira e humor.

Natalino Balasso porta in scena domani al Puccini “Balasso fa Ruzante (amori disperati in tempo di guerre)”

Natalino Balasso porta in scena domani al Puccini “Balasso fa Ruzante (amori disperati in tempo di guerre)”

Un gioco. È un gioco quello in scena al Teatro Puccini domani sera alle 21. Un gioco di parole, ma anche un gioco di commedia e di tragedia, di vita e di esseri umani. C’è Ruzante in scena, participio presente, si fa per dire, di ‘ruzzare’, rincorrersi per (l’appunto) giocare. E a portare in scena Ruzante c’è l’attore, autore, scrittore Natalino Balasso. Insieme a lui, Andrea Collavino e Marta Cortellazzo Wiel, sotto la regia di Marta Dalla Via in ‘Balasso fa Ruzante (amori disperati in tempo di guerre)’, prodotto da Teatro Stabile di Bolzano e Ert Teatro Nazionale. Ma chi è, dunque, questo Ruzante? È un eroe, forse un antieroe, sicuramente comico, talvolta credulone, spesso furbo e anche capace di uccidere. Ruzante, in fondo, è tanto primitivo quanto immortale. Un alter ego di quel Beolco accolto dal potere e che riusciva, grazie al teatro, a portare alla luce delle azioni antisistema, sdrammatizzandole e camuffandole col riso. Un gioco quindi, dove ad essere in scena sono i dialoghi di Angelo Beolco, scrittore e intellettuale del Cinquecento, che Dario Fo considerava superiore al più grande di tutti, quel William Shakespeare che nello stesso periodo impreziosiva l’Inghilterra. Non con il linguaggio di Beolco, tuttavia, perché quella lingua sarebbe ormai incomprensibile a tutti, ma traducendolo nel segno di un altro veneto rinascimentale: Antonio Pigafetta, che mescolò il fiorentino a qualche venetismo e un po’ di strafalcioni. Alla fine, il risultato è un testo fatto di scelte politiche e polemiche, dove ad essere padrone è il lessico.

E lo è in tutte e tre le figure presenti sul palco: da Ruzante all’amico, che d’altronde è anche nemico, Menato, e a Gnua, la donna sottoposta e talvolta dominante. Tre personaggi riproposti nella scrittura di Balasso in un mondo fatto di villania, trattato con satira e humor, dove non mancano i desideri, anche quelli fisici, spesso inespressi e mai consumati, dove non può mancare un risvolto tragicomico, in mezzo a malattie e potenti, in uno spazio campestre. Una commedia dell’arte che si fa beffe del potere, quindi, e che mostra la società nel suo complesso, i suoi comportamenti, quelli positivi e i tanti negativi. I biglietti si possono acquistare alla biglietteria del teatro, nei punti vendita Box Office Toscana, oppure su ticketone.it.

Lorenzo Ottanelli