ROBERTO DAVIDE PAPINI
Cronaca

Il Papa rende omaggio a don Milani: "Ha servito i poveri e il Vangelo" / FOTO

La storica visita di Francesco a Barbiana: "Pregate per me, perché anche io segua l'esempio di questo bravo prete"

Papa Francesco a Barbiana (Fotocronache Germogli)

Papa Francesco a Barbiana (Fotocronache Germogli)

Barbiana (Firenze), 20 giugno 2017 - "Pregate per me, perché anche io segua l'esempio di questo bravo prete". E' questo l'omaggio finale, intenso e semplice (con la profonda semplicità alla quale ci ha abituato il pontefice) con cui Papa Francesco chiude il suo omaggio alla figura di don Lorenzo Milani nella sua Barbiana, il paesino del Mugello a cui è legata l'opera educativa di don Lorenzo, insieme a San Donato a Calenzano.

Una visita storica quella del Papa a casa del "prete scomodo" morto cinquant'anni fa, il 26 giugno 1967, e il discorso di Francesco non tradisce le attese, dopo l'introduzione del cardinale arcivescovo di Firenze, Giuseppe Betori ("la figura e la vicenda di don Lorenzo Milani vanno liberate da ogni retorica, non vanno mitizzate, vanno sottratte a strumentalizzazioni ideologiche, difendendone invece la permanente e feconda provocazione",dice il cardinale).

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"Cari fratelli e sorelle_esordisce il Papa_  sono venuto a Barbiana per rendere omaggio alla memoria di un sacerdote che ha testimoniato come nel dono di sé a Cristo si incontrano i fratelli nelle loro necessità e li si serve, perché sia difesa e promossa la loro dignità di persone, con la stessa donazione di sé che Gesù ci ha mostrato, fino alla croce". 

Francesco parla a chi ha conosciuto don Lorenzo: "Mi rallegro di incontrare qui coloro che furono a suo tempo allievi di don Lorenzo Milani, alcuni nella scuola popolare di San Donato a Calenzano, altri qui nella scuola di Barbiana. Voi siete i testimoni di come un prete abbia vissuto la sua missione, nei luoghi in cui la Chiesa lo ha chiamato, con piena fedeltà al Vangelo e proprio per questo con piena fedeltà a ciascuno di voi, che il Signore gli aveva affidato. E siete testimoni della sua passione educativa, del suo intento di risvegliare nelle persone l'umano per aprirle al divino".

Il tema dei poveri è da sempre al centro del pontificato di Francesco, la sintonia con don Lorenzo Milani è evidente (pur nelle ovvie differenze) e il Papa lo sottolinea:  "Ridare ai poveri la parola perché senza la parola non c'è libertà, dignità e giustizia, questo insegna don Lorenzo". Per Francesco "è la parola che potrà aprire la strada alla piena cittadinanza nella società, mediante il lavoro, e alla piena appartenenza alla Chiesa, con una fede consapevole. Questo vale a suo modo anche per i nostri tempi, in cui solo possedere la parola può permettere di discernere tra i tanti e spesso confusi messaggi che ci piovono addosso, e di dare espressione alle istanze profonde del proprio cuore, come pure alle attese di giustizia di tanti fratelli e sorelle che aspettano giustizia. Di quella piena umanizzazione che rivendichiamo per ogni persona su questa terra, accanto al pane, alla casa, al lavoro, alla famiglia, fa parte anche il possesso della parola come strumento di libertà e di fraternità".

Ad ascoltare Francesco c'è anche una rappresentanza di giovani e anche a loro e agli educatori in genere che Francesco si rivolge: ".Sono qui anche alcuni ragazzi e giovani che rappresentano i tanti ragazzi che hanno bisogno di qualcuno che li accompagni. Vorrei ringraziare tutti gli educatori che si pongono al servizio della crescita, la vostra è una missione d'amore. Da insegnare ci sono tante cose, ma quella essenziale è la crescita di una coscienza libera.". Una crescita, dunque nella responsabilità e Francesco cita una famosa frase di Don Milani: "Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio sortirne tutti insieme è la politica, sortirne da soli è l'avarizia". Questo, per il Papa "è un appello alla responsabilità".

La presenza di Papa Francesco a Barbiana è, come detto, storica e Francesco lo sottolinea: "Non posso tacere che il gesto che ho oggi compiuto vuole essere una risposta a quella richiesta più volte fatta da don Lorenzo al suo vescovo, e cioè che fosse riconosciuto e compreso nella sua fedeltà al Vangelo e nella rettitudine della sua azione pastorale. In una lettera al Vescovo - ricorda Francesco - scrisse: 'Se lei non mi onora oggi con un qualsiasi atto solenne, tutto il mio apostolato apparirà come un fatto privato...Più santamente io tacevo e più scandalosa appariva la lontananza del vescovo dai poveri, dalla verità, dalla giustizia'. Dal cardinale Silvano Piovanelli, di cara memoria, in poi - prosegue il Papa - gli arcivescovi di Firenze hanno in diverse occasioni dato questo riconoscimento a don Lorenzo. Oggi lo fa il vescovo di Roma. Ciò non cancella le amarezze che hanno accompagnato la vita di don Milani - non si tratta di cancellare la storia o di negarla, bensì di comprenderne circostanze e umanità in gioco -, ma dice che la Chiesa riconosce in quella vita un modo esemplare di servire il Vangelo, i poveri e la Chiesa stessa".

Secondo Francesco, "don Lorenzo ci insegna a voler bene alla Chiesa con la schiettezza che può creare tensioni ma mai fratture. Amiamo la chiesa come madre premurosa di tutti. La Chiesa che don Milani ha mostrato al mondo ha questo volto materno e premuuroso".

Così, Francesco sottolinea che "con la mia presenza a Barbiana con la preghiera sulla tomba di don Lorenzo Milani penso di dare risposta a quanto auspicava sua madre: 'Mi preme soprattutto che si conosca il prete, che si sappia la verità, che si renda onore alla Chiesa anche per quello che lui è stato nella Chiesa e che la Chiesa renda onore a lui... quella Chiesa che lo ha fatto tanto soffrire ma che gli ha dato il sacerdozio, e la forza di quella fede che resta, per me, il mistero più profondo di mio figlio... Se non si comprenderà realmente il sacerdote che don Lorenzo è stato, difficilmente si potrà capire di lui anche tutto il resto. Per esempio il suo profondo equilibrio fra durezza e carità'. Il prete 'trasparente e duro come un diamante' continua a trasmettere la luce di Dio sul cammino della Chiesa. Prendete la fiaccola e portatela avanti".

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