
Il presidente di Ance Toscana, l’associazione dei costruttori edili, Rossano Massai, ha fatto il punto sulle difficoltà che sta attraversando il settore
"Serve un piano casa che riporti in Toscana come in Italia la cultura dell’abitare, e potenzi la sicurezza delle costruzioni". Il presidente di Ance Toscana, Rossano Massai, spinge sulla richiesta che l’associazione confindustriale sta portando su tutti i tavoli.
Cosa determina le politiche abitative su questo territorio?
"La difficoltà a trovare un appartamento, da comprare o affittare. I prezzi non sono sostenibili, a volte superano del 30% lo stipendio di chi cerca casa. Secondo i dati Istat sono 10 milioni le famiglie che cercano casa e, sul fronte dell’edilizia residenziale pubblica, 650mila le famiglie che ne aspettano una. Manca una pianificazione, alcune dinamiche sono ferme agli anni ‘60".
Quanto la burocrazia blocca la pianificazione sul tema della casa?
"Molto. Ma il dialogo può aiutare. Le istituzioni sono i nostri interlocutori naturali, e su questi temi il confronto è aperto. Stamani ci troveremo a Scandicci per un confronto sugli strumenti che determinano recupero e rigenerazione del patrimonio edilizio. A confronto parlamentari di tutti gli schieramenti, tecnici, assessori. La coprogettazione e la pianificazione è essenziale. Rragioniamo su come sburocratizzare alcune procedure".
Ma c’è un tema anche di sicurezza alla luce del cambiamento climatico. Come si affronta?
"Dobbiamo puntare a strategie efficaci per prevenire i danni causati da fenomeni estremi sempre più frequenti, sottolineando l’importanza di una collaborazione tra istituzioni e realtà private anche in relazione alle esigenze di finanziamento ai comuni più piccoli".
Qual è l’andamento del comparto?
"Gli ultimi dati relativi alle imprese attive nelle costruzioni in Toscana appaiono in linea con gli anni precedenti. Continuano a nascere nuove imprese (7,3% dopo il 6,6% del 2023) compensando l’aumento del tasso chiusure che infatti si assesta al 5%. In leggero recupero la crescita del settore".
Come uscire dalla stagnazione?
"Vorremmo coinvolgere investitori istituzionali, enti pubblici, enti benefici, risparmio di prossimità e fondi d’investimento pazienti, attraverso meccanismo della garanzia pubblica. Infine, dal punto di vista fiscale, servono incentivi per ridurre i costi di produzione e vendita e rendere la casa accessibile. Sul fronte dell’abitare la nostra proposta sulla rigenerazione urbana è anche di recuperare i ‘vuoti’ urbanistici, incluse aree artigianali dismesse".