Firenze, 22 aprile 2022 - «Massimo Ceccherini? No, non è potuto venire, lui il giovedì insegna catechismo...". In compenso Leonardo Pieraccioni è arrivato alla prima del suo nuovo film, accompagnato da tre delle sue bellissimi attrici: Maitè Yanes, Eva Moore e Valentina Pegorer, che nella pellicola lavorano in una casa d’appuntamenti a Lugano, dove la maîtresse è l’affascinante Sabrina nazionale. "No, non c’è neppure la Ferilli, per venire a Firenze voleva un hotel a cinque stelle...Comunque lavorare con lei è come me lo immaginavo: bravissima".
Con Pieraccioni non si sa mai quando scherza e quando dice suo serie. Di sicuro c’è che il suo “Il sesso degli angeli“, presentato ogg al Uci Luxe Cinema di Campi Bisenzio, ha già fatto il botto e un piccolo miracolo: ha riportato la ressa al botteghino come non si vedeva da un bel po’ di tempo.
Domani, il film col suo prete Simone, che in eredità ha ricevuto un ben avviato bordello in Svizzera, sarà proiettato all’Uci in ben 11 delle 12 sale disponibili, con 9 spettacoli consecutivi dalle 16.30 alle 22, già tutto esaurito; e domani ci saranno addirittura 11 proiezioni dalle 14,15 alle 22, con ormai pochissimi posti liberi. In pratica, solo a Campi si comincia con circa 1.500 spettatori al giorno.
"Divertire il pubblico è il mio David di Donatello – assicura Pieraccioni –. Non ho fatto un film per andare in concorso a Cannes, ma per regalare, come qualche spettatore mi ha già detto, un’ora e mezzo di divertimento. Questo è il premio più bello. E poi vorrei fare un appello: tornate al cinema nelle sale. Le piattaforme vanno bene, le abbiamo tutti ormai, ma tornate agli spettacoli live".
Il ragazzo del Ciclone, con questa sua ultima fatica scritta insieme a Filippo Bologna, regala ancora una volta quello che promette: una commedia allegra, dive rtente, in salsa fiorentina, ritmata, con più di un motivo di riflessione contemporanea. Del tipo: non sarà il caso di cominciare a pensare di togliere il laicato ai preti? E davvero non vogliamo, anche in Italia, tornare a una regolamentazione della prostituzione, magari riaprendo le case chiuse? Tutto ciò raccontato con un garbo che sembra contagiare persino l’irriverente Ceccherini. Perla del film l’interpretazione di Marcello Fonte, capace di passare dallo straordinario e drammatico “Dogman“ di Matteo Garrone, all’angelico sacrestano di questa pellicola di Pieraccioni, con la stessa credibilità dell’attore che è sempre nella parte giusta.
Anche ne “Il sesso degli angeli“, Pieraccioni non dimentica mai di condire il film col profumo di Firenze. Ad esempio, nonostante sia girato in parte in Svizzera, come set della parrocchia di don Simone ha scelto la chiesa di San Salvi: "Un giorno durante una pausa mi sono allontanato nel parco del vecchio manicomio - racconta – E siccome ero vestito da sacerdote, due signore mi hanno riconosciuto e mi hanno detto: ’ oh Pieraccioni, che hai cambiato mestiere?’ I fiorentini son così. Io non ho cambiato mestiere, ma scrivendo questo film ha pensato davvero a quei preti di frontiera, come il nostro Don Cuba, che frequentavamo da ragaz zi quando ancora non c’erano i social".