TERESA SCARCELLA
TERESA SCARCELLA
Cronaca

Recupero del Poggetto: Nuova Vita per il Mostro di Via Burci con AD Casa srl

Il progetto di AD Casa srl prevede 5 palazzine residenziali e social housing, con una proposta di variante urbanistica.

Il progetto di AD Casa srl prevede 5 palazzine residenziali e social housing, con una proposta di variante urbanistica.

Il progetto di AD Casa srl prevede 5 palazzine residenziali e social housing, con una proposta di variante urbanistica.

di Teresa Scarcella

FIRENZE

Il mostro del Poggetto che sorge in via Burci ha le ore contate. Dopo anni senza padroni ora c’è chi lo possiede e vuole recuperarlo. Andrea Duranti, amministratore unico di AD Casa srl, lo ha comprato nei primi anni del 2020 tramite una società di credito (il cantierone lasciato incompiuto dal ’93 era finito all’asta dopo la complessa vicenda giudiziaria tra il Comune e la Poggetto Prestige, società che aveva preso in carico i lavori negli anni ’90, fallita poi nel 2002).

L’IDEA DI RECUPERO

Non è molto lontana da quella iniziale, ma con differenze sostanziali. Prima di tutto non più una struttura unica, bensì 5 palazzine, di tre piani ciascuna, più coerenti con l’architettura del quartiere, da far sorgere su una superficie ridotta di circa 500 metri quadri rispetto al disegno iniziale. Ad uso esclusivamente residenziale, quindi niente attività economiche, con una sessantina di alloggi tra i 60 e gli 80 metri quadri: ovvero bilocali e trilocali. Alcuni dei quali da destinare al social housing. I due piani interrati, una volta risanati, manterrebbero la destinazione d’uso a parcheggio e garage: per un totale di circa 300 posti auto e 50 per le moto. Di questi, 60 o più saranno a disposizione del Comune per uso pubblico (sul numero è in corso una trattativa). Il tutto incorniciato da percorsi privati, tra le palazzine, e da un’area attrezzata a verde pubblico più grande di quella pensata in passato. Questo, almeno, emerge dalla proposta di variante presentata dalla proprietà ad agosto 2023.

LA PROPOSTA DI VARIANTE

Resa necessaria, si legge nella relazione allegata, da "alcune incongruenze sotto il profilo igienico sanitarie" che sarebbero state riscontrate nel Piano di Recupero approvato nel 2009, all’epoca di Renzi sindaco, e che sarebbero "ostative al conseguimento di un titolo edilizio legittimo". La relazione entra poi nello specifico e, per esempio, il Pdr 2009 avrebbe previsto alcuni alloggi con cucina e soggiorno in spazi chiusi, senza finestre, quindi senza i requisiti minimi di abitabilità.

A CHE PUNTO SIAMO

Dopo i due incontri tecnici preliminari avvenuti tra la proprietà e l’amministrazione comunale nel novembre 2023 e a maggio 2024, siamo ancora in piena fase di verifica della proposta di variante. Per l’esattezza, alla procedura di verifica di assoggettabilità a Valutazione Ambientale Strategica (Vas). Il Comune fa sapere che i contributi richiesti a tale scopo sono arrivati ed è in corso l’analisi. Al termine della quale gli uffici predisporranno la delibera, che potrà essere o di VAS o direttamente della variante al piano di recupero. I tempi? Quelli dell’urbanistica. Non brevi, ma dopo 35 anni di agonia sembreranno una passeggiata di salute a confronto.