
Da Arat a Agci, passando per Legacoop: la parola a chi ogni giorno gestisce il risiko residenze "Qui 10mila addetti che lavorano con passione. Ma inflazione e bollette pesano anche su di noi".
di Elettra Gullè
"Le nostre Rsa sono dei luoghi in cui si sta bene. Chi pensa il contrario si sbaglia di grosso. Altro che lager, sono strutture in cui il benessere degli ospiti è messo al centro. Invito tutti i cittadini a venirci a suonare. Siamo lieti di aprire loro le nostre porte. Potranno così valutare coi loro occhi quanto il servizio sia di livello". Si accalora Franca Conte, presidente Arat (Associazione residenze anziani Toscana). E aggiunge: "In Toscana abbiamo 14mila posti letto e 10mila addetti che lavorano con passione. Capisco i gravi fatti di cronaca accaduti, ma non possiamo certo far di tutta l’erba un fascio".
Il settore però è in sofferenza e, soprattutto, rischia di venir risucchiato dai grandi gruppi. Non ne fa mistero Massimo Mattei, membro di Agci, associazione generale delle cooperative italiane: "Siamo felici per gli aumenti contrattuali. Chi lavora nel settore lo merita. Ma facciamo fatica a sostenere l’aumento del costo del lavoro, che si somma ai rincari per l’energia arrivati dopo il periodo catastrofico del Covid. Per noi, diventa difficile non rincarare le rette. Bisogna capire anche le difficoltà di chi, come noi, porta avanti le proprie aziende. Il sistema si regge su un equilibrio molto delicato. E se le aziende familiari entrano in crisi, ecco che arrivano i grandi gruppi…".
Con questo, i gestori delle residenze sanitarie assistite affermano di "non essere contrari all’ingresso di nuovi gestori". "L’importante è che rispettino le regole che la nostra regione si è data", sottolineano. Mattei parla poi anche dei controlli. "Doverosi e giusti - rimarca -. Ci tengo a dire che tutti noi siamo super controllati. E nessuno sa quando i controlli arriveranno, come invece qualcuno ha riferito. Ma è anche vero che quando ad esempio arrivano i Nas ci troviamo, di fatto, bloccati col nostro lavoro. Ripeto: i controlli ci devono essere. Ma è anche vero che impongono un notevole sforzo da parte nostra in termini di risorse umane. Anche questo aspetto va fatto presente". I gestori rilevano anche quanto abbia pesato l’inflazione e quanto il rincaro dell’energia pesi in termini di costi da sostenere. Non solo.
Anche le spese per gli immobili, soprattutto a , sono altissime. "Considerate che nelle nostre strutture il riscaldamento va tenuto acceso, spesso, ventiquattr’ore su ventiquattro. E che appena spengiamo quello dobbiamo subito partire con l’aria condizionata". Ma in caso di aumento della retta, quanto tempo prima viene avvisata la famiglia? "Noi diamo sempre due mesi di tempo" afferma Paolo Moneti di Anaste.
Gianni Autorino, responsabile dipartimento welfare Legacoop Toscana, osserva che "il modello Rsa va sicuramente rivisto ed aggiornato sulla base delle peculiarità che riguardano i nostri tempi". Pertanto, "vanno rivalutati i parametri del ‘paziente tipo’ che necessita di una residenza sanitaria assistita". A suo giudizio, "si deve partire dall’assistenza domiciliare di qualità per creare un ‘cuscinetto di tenuta’ prima del ricovero, che deve rappresentare l’ultima istanza". Ancora, sul tema del lavoro, la cooperazione sociale ha scommesso nel 2024 sull’aumento dei salari di oltre il 15%. "Ma occorre investire anche in formazione, coinvolgendo pure il mondo del terzo settore", conclude Autorino.