
L’eccidio di Crespino è uno dei più efferati compiuti dai militari nazisti nel ’44
La sentenza del tribunale di Firenze parla chiaro: per la perdita del padre, fucilato dai soldati nazisti nell’eccidio di Marradi del ’44, i tre figli dovranno avere 260mila euro ciascuno come risarcimento da parte della Germania (alla quale subentra il fondo Draghi istruito ad hoc per le vittime di crimini di guerra). La decisione è passata in giudicato a maggio dello scorso anno. Il decreto ministeriale prevede che debbano passare 180 giorni prima della liquidazione delle somme. Ad oggi, nemmeno un euro è stato versato sul conto degli eredi.
È l’impasse in cui si ritrovano i tre figli di un imprenditore del Mugello, trucidato il 17 luglio 1944 dalle truppe tedesche in quello che passerà alla storia come l’eccidio di Crespino sul Lamone. In totale morirono 43 persone quel giorno. E molti loro familiari oggi stanno cercando giustizia per le vie legali. Cause civili che, nel 90 per cento dei casi, si concludono con una condanna della Germania e ingenti risarcimenti. Il tutto ricade, come da accordi politici, sul fondo creato da Mario Draghi.
Soldi pubblici, quindi, che al momento i tre figli non hanno ancora visto. Da qui scatta il ricorso al Tar toscano, con la richiesta di "ordinare al ministero dell’Economia di ottemperare (applicare nella pratica ndr) alla sentenza provvedendo entro quindici giorni al pagamento delle somme". La richiesta, dettata anche dal fatto che una dei tre figli ha oggi 92 anni, è stata tuttavia respinta dai giudici amministrativi. Perché? nella sentenza si spiega innanzitutto che la domanda di accedere a l fondo, presenta dagli eredi. È stata accettata da parte del Ministero. E dunque, su questo fronte, non ci sono "comandi o effetti" che richiedono di essere ottemperati. Mentre sul fattore delle tempistiche, il ministero, dal canto suo, spiega che il "ristoro non è stato ancora corrisposto in quanto i pagamenti vengono eseguiti secondo il criterio dell’ordine cronologico di acquisizione al protocollo".
Ordine che, spiegano i legali, non è dato sapere come nasce e come evolve con il tempo. I giudici, invece, spiegano che la pretesa degli eredi di ottenere il pagamento "una volta scaduto il termine ministeriale di 180 giorni" non può essere soddisfatta "con l’ottemperanza in quanto non costituendo il pagamento a valere sul fondo oggetto del contenuto della sentenza civile".
Pie.Meca.