FRANCESCO INGARDIA
Cronaca

Rsa, la guerra delle tariffe. Gelo tra Regione e gestori. Ma a rimetterci sono i cittadini

L’incremento delle rette comunicato direttamente alle famiglie. L’assessora Spinelli s’infuria "Non ci hanno informati, disatteso il contratto". I rappresentanti delle case di riposo: "Falso" .

Un momento del forum sulle Rsa che si è tenuto nella sede del nostro giornale

Un momento del forum sulle Rsa che si è tenuto nella sede del nostro giornale

Una guerra delle tariffe senza precedenti. È lo spaccato emerso dal forum dibattuto (e acceso) organizzato da La Nazione sul difficile mondo delle residenze sanitarie per anziani, messo in piedi in seguito agli ultimi fatti di cronaca avvenuti tra le mura di alcune strutture cittadine e con l’obiettivo di porre l’accento su criticità e le prospettive di un sistema complesso e delicato. In sintesi: i gestori delle rsa chiedono autonomia e margine d’azione per compensare gli aumenti siglati i rinnovi dei contratti nazionali dei dipendenti, la Regione chiede concertazione e rispetto delle convenzioni. A rimetterci, sono le famiglie. Sempre più in ginocchio, piegate dalle maxi rette che ogni mese prosciugano conti in banca per assicurare un’accoglienza dignitosa a nonni, suoceri, mogli, mariti non più autosufficienti e quindi accompagnati al ricovero in rsa. Ma non basta il collo di bottiglia delle liste d’attesa per l’accesso pari a 1.649 persone in Toscana.

Non basta la fetta di mille persone che ancora attendono lo sblocco della quota sanitaria garantita dalla Regione. Che, comunque con l’assessorato alle Politiche Sociali con a capo Serena Spinelli ha sfondato il muro dei 225 milioni ad hoc (206 nel 2020) nel pancione degli 8 e passa miliardi di fondo sanitario regionale: due euro dal 1 luglio 2023, 1,60 euro dal 1 gennaio 2024, 1,50 euro dal 1 gennaio 2025 con un aumento complessivo di 5,10 euro al giorno portando così la quota sanitaria a 59,10 euro al giorno. "Proveremo in tutti i modi a stanziare ulteriori aumenti di quota sanitaria - assicura Spinelli -. Ne stiamo parlando col presidente Giani, ma non sarà possibile coprire la lista per intero".

Riguardo al rinnovo dei contratti, la Regione "ha provveduto a definire un impegno economico pari a 22 milioni di euro per i prossimi tre anni fino al 2027: 10 milioni per il 2025 a disposizione del sistema delle aziende sanitarie per l’adeguamento dei servizi in appalto e 12 milioni di euro tra il 2026 e il 2027 per incremento dei servizi a tariffa. A sanguinare, per le tasche delle famiglie, resta la quota sociale. A carico dei Comuni fino al tetto di 53,5 euro, ma compartecipata per la restante parte dal beneficiario della prestazione.

Il nodo sta qui. Il motivo? L’unilaterale comunicazione da parte dei gestori delle rsa alle famiglie, che sia via telefono o per iscritto. "Ci sono regole di sistema che definiscono i costi, e ci sono norme che chiariscono come la quota sociale venga autonomamente determinata dal gestore", rivendica il presidente di Uneba Toscana Andrea Blandi, facendo da portavoce delle istanze di rappresentanti della categoria seduti al tavolo del forum. Netta la reprimenda dell’assessora Spinelli, stizzita per aver appreso la notizia direttamente "dai giornali".

"In cinque anni di legislatura non ho mai attaccato il mondo delle rsa. Ma senza un accordo territoriale non potete cambiare le regole del gioco. Se c’è un contratto in essere, il grado di autonomia non significa disattendere quel contratto. State inviando lettere perché stanno scadendo le convenzioni - l’attacco frontale rivolto ai gestori -. Su questo discuteremo a lungo insieme ai direttori delle zone di distretto e il Comune".

Inevitabile l’innesco di un botta e risposta tra le parti in causa: "Non può aver appreso la notizia dai giornali. Già lo scorso 15 settembre, nel suo assessorato, avevamo sollevato la questione dei rincari al momento della scadenza dei contratti", ricorda il presidente regionale Anaste Paolo Moneti. "Peccato che state ipotizzando un aumento della quota fino a 70 euro, è inaccettabile", rimbrotta Spinelli. Consapevole delle criticità che affliggono la sanità toscana. Amministrativa, burocratica e sociale. A partire dalla difficoltà di coordinare una varianza di contratti applicati multiforme, tra cooperative, Uneba, Anaste, Confcommercio. L’altro "problema enorme" ravvisato da Spinelli attiene alla carenza di posti letto: "Non possiamo continuare a concentrarli nei soliti territori. Ci sono punti della Regione in cui siamo sotto un posto letto ogni 100mila abitanti, quando la media è di 1,4. C’è una disomogeneità da correggere".