
Attivato il sistema di 77 varchi telematici, segnalati da cartellonistica, lungo un perimetro di 50 chilometr. Problemi anche per ditte, artigiani e ambulanti delle altre province: chiedono deroghe per l’accesso.
di Rossella Conte
FIRENZE
E’ entrato in vigore lo Scudo Verde, la misura anti-smog del Comune di Firenze che limita l’accesso dei veicoli più inquinanti. Il provvedimento, basato su un sistema di telecamere, ha subito scatenato polemiche tra commercianti, ambulanti e artigiani provenienti dalle province limitrofe. Le associazioni di categoria chiedono correttivi urgenti per evitare ripercussioni su chi lavora quotidianamente nel capoluogo toscano.
"Migliorare la qualità dell’aria è un obiettivo condivisibile – sottolinea Franco Marinoni, direttore di Confcommercio Toscana – ma l’attivazione dello Scudo Verde crea difficoltà a chi deve entrare in città per lavoro e non può permettersi di cambiare veicolo nell’immediato. Rischiamo di penalizzare settori già in crisi senza fornire alternative concrete. La soluzione? Un dialogo costruttivo tra amministrazione e categorie economiche per bilanciare sostenibilità ambientale e necessità operative, con deroghe e incentivi adeguati".
Tra le richieste c’è quella avanzata da Maurizio Innocenti, presidente di Anva Confesercenti Toscana: "Abbiamo chiesto un incontro alla sindaca Funaro per individuare una soluzione. Proponiamo finestre orarie di accesso dalle 6 alle 7 e dalle 13 alle 14, consentendo agli operatori di posteggiare in un’area prestabilita. Parliamo di una trentina di ambulanti provenienti dalla provincia, un numero che incide in modo minimo su traffico e inquinamento".
Anche Cna Toscana, per voce del presidente Luca Tonini, esprime preoccupazione: "Il provvedimento non riguarda solo Firenze, ma aziende di tutta la regione che devono recarsi in città per motivi burocratici, lavorativi o per il trasporto merci. Senza infrastrutture adeguate, lo Scudo Verde diventa un ostacolo. Servono parcheggi scambiatori, colonnine di ricarica capillari e un trasporto pubblico più efficiente".
Dello stesso avviso Roberto Laucci, presidente di Confartigianato Impianti Toscana: "Oggi l’impatto è contenuto, ma nel lungo termine le ripercussioni potrebbero essere pesanti. Molti artigiani si spostano per installazioni e manutenzioni, spesso da fuori Firenze. È necessario un confronto con il Comune per garantire soluzioni praticabili senza compromettere interi settori".
Le associazioni insistono: il provvedimento, così com’è, rischia di mettere in ginocchio molte attività già provate dalla crisi. La palla ora passa all’amministrazione, chiamata a trovare un compromesso tra la necessaria tutela ambientale e la salvaguardia del tessuto economico della città.