
Il blitz della Guardia costiera
Campi Bisenzio (Firenze), 2 aprile 2025 – Nelle due settimane centrali del mese di marzo la Guardia Costiera della Toscana ha intensificato in tutta la regione le ispezioni sulla filiera della pesca finalizzata soprattutto alla tutela del made in Italy.
Nel mirino degli ispettori sono entrati i depositi delle società di importazione, i rivenditori all’ingrosso fino ad arrivare alla vendita e somministrazione al consumatore finale di prodotti della pesca provenienti dai Paesi terzi.
150 ispezioni, oltre 5 tonnellate di prodotti ittici sottoposti a sequestro, 33 operatori multati per un totale di 40.000 euro di sanzioni oltre alla chiusura temporanea di due pescherie e un ristorante.
Questi i numeri a consuntivo dei controlli. A Campi Bisenzio l’attenzione degli investigatori si è concentrata su una grossa partita di meduse rinvenute nei magazzini di un’azienda di importazione gestita da cittadini extracomunitari. Al titolare dell’azienda, che non è stato in grado di esibire agli ispettori alcuna documentazione attestante la provenienza della merce, destinata al mercato italiano della ristorazione etnica, è stata inflitta una sanzione amministrativa di 1.500 euro oltre al sequestro amministrativo cautelare.
Sono passati al setaccio, inoltre, i punti di vendita e somministrazione al dettaglio con la collaborazione dei funzionari del Dipartimento – Unità Sicurezza alimentare – della prevenzione dell’Azienda U.S.L. della Toscana, riscontrando diverse tipologie di illecito tra cui la violazione dei requisiti generali igienico-sanitari che hanno condotto a Pisa e a Prato alla chiusura temporanea di due pescherie e un ristorante a causa delle gravi carenze igienico sanitarie riscontrate. Analoghe circostanze si sono verificate presso un ristorante etnico a Grosseto dove sono stati sottoposti a sequestro 500 chili di alimenti di dubbia provenienza utilizzati per il servizio di ristorazione.