
Simona Molinari porta il suo tour Kairos al Teatro di Fiesole, un viaggio musicale tra hit e omaggi a grandi artisti.
"Questo tour si chiama Kairos, che i greci usano per connotare il tempo, quello delle relazioni, dei sogni, dei progetti. E’ ciò che loro chiamano il tempo denso, che si contrappone al Kronos, che invece per loro è il tempo cronologico, cioè il susseguirsi delle cose da fare".
E’ un viaggio in musica attraverso le sue hit e intensi omaggi agli Imagine Dragons a Dalla, Morricone, Ella Fitzgerald e Mercedes Sosa quello che Simona Molinari propone giovedì 10 aprile alle ore 21 al Teatro di Fiesole per la "Primavera Fiesolana".
Un set che regala emozioni e spazi di riflessione con l’estro swing pop della Molinari valorizzato da Claudio Filippini alle tastiere, Egidio Marchitelli alle chitarre e Fabio Colella alla batteria.
Simona, come si trova nel tempo denso?
"E’ un concept in cui mi trovo a mio agio, prendendo per mano lo spettatore e portandolo attraverso i tempi della vita, con la musica e con le parole, che sono appunto il tempo dell’innamoramento, delle passioni, quello degli addì, quello del disincanto, dell’amore, dell’impegno. E’ un percorso che probabilmente avviene nella vita di tutti: io lo evoco attraverso le canzoni che mi è capitato di scrivere proprio nei miei tempi densi".
Un set all’insegna delle passioni, dei sentimenti?
"Questo concerto è per me ogni sera è una sorta di catarsi, perché nel racconto rivivo i momenti importanti della mia vita, che poi sono le intense fasi di ogni persona che si mette in viaggio, cioè che accetta di evolversi. Alla fine lo spettatore, anche se non conosce tutti i brani, si fa trasportare proprio dall’emozione e dal viaggio". Che fa tappa anche nell’Argentina di Mercedes Sosa?
"Con le canzoni del mio ultimo album ’Asta Sempre Mercedes’, che sanciscono l’uscita dal disincanto e hanno dato un senso completamente nuovo al mio cantare, perché Mercedes si è fatta strumento, non solo vocale, ma di divulgazione, di ispirazione, di racconto e in un certo senso mi ha fatto riappassionare alla musica".
Grazie a questo disco ha vinto la seconda Targa Tenco?
"Ho creduto molto in questo progetto e questo premio ha ridato fiducia e prospettiva a quello che faccio".
Lei ha recitato nell’opera teatrale El Perusa y la Negra?
"La recitazione è la maschera attraverso la quale puoi essere veramente libero di dire quello che vuoi: è stato bello animare questo dialogo visionario tra Mercedes Sosa e Diego Armando Maradona, due icone argentine che, al di là delle loro vite, hanno saputo ispirare intere generazioni con la loro arte. Il disco nasce da questo".
La bellezza l’ha frenata un po’ nel mondo del jazz?
"E’ un bel fardello, bisogna comprendere come portarlo. In generale, in qualsiasi ambiente lavorativo, grazie alla bellezza si rischia spesso di essere guardati più come donna, che non ascoltati come artista. Alla fine dipende fortemente dal proprio approccio, da come ti poni".