CLAUDIO CAPANNI
Cronaca

Il futuro del Franchi, Marcheschi tira il freno: “Il governo non darà altri 55 milioni di euro”

Il senatore FdI sul restyling: "Fatto il nostro dovere con mesi di lavoro. Ma non possiamo finanziare uno stadio con soldi pubblici. I fondi per Euro ’32? Non dipenderà certo dall’esecutivo"

Firenze, 5 marzo 2024 – ”Abbiamo fatto solo il nostro dovere, senza tante chiacchiere e dopo mesi e mesi di lavoro. Ma il governo non potrà dare i fondi mancanti per il Franchi". Il senatore di Fratelli d’Italia, Paolo Marcheschi, tira dritto. È stato lui tre giorni fa ad annunciare la nuova programmazione finanziaria del Pnc che consentirà di far slittare al 2028 il termine ultimo per il restyling del Franchi, facendo guadagnare 2 anni in più alla Fiorentina per giocare in casa. E ora è lui a mettere un freno alle ambizioni del sindaco che dopo l’annuncio lo ha incalzato: "Ci auguriamo di aver indietro i 55 milioni di euro che servirebbero a completare il progetto e trovare una soluzione come era stato fatto per Venezia".

Senatore Marcheschi, perché quei 55 milioni di euro non arriveranno a Firenze?

"Il successo del governo Meloni che, grazie al lavoro del ministro Fitto su vari interventi in Italia, ha portato beneficio anche al Franchi, non deve essere scambiato come una nostra disponibilità a sposare quel progetto che non abbiamo mai condiviso".

Perché?

"Perchè non eravamo d’accordo né sulle modalità del restyling, né sul fatto che quei soldi fossero chiesti dal Comune all’Europa. Non si può costruire uno stadio con i soldi pubblici".

Il Comune dice che a Venezia sarà fatto però.

"Il progetto di Venezia era su un’area interamente da riqualificare, altro che uno stadio. Di Campo di Marte si può dire tutto, ma non che fosse un’area da riqualificare. Era palese a priori che l’Europa lo avrebbe bocciato. Il provvedimento del governo riguarda invece una rimodulazione temporale del piano Nazionale da 30 miliardi per tutta l’Italia che rischiavano di saltare entro il 2026: non è un provvedimento ad hoc per Firenze, non lo abbiamo fatto per fare un favore al sindaco".

C’è speranza che i soldi mancanti per il restyling arrivino con Euro ’32 e che il governo scelga il Franchi come vetrina europea?

"Io ovviamente faccio il tifo per Firenze, questa scelta peró non dipende certo dal governo, ma da come l’amministrazione riuscirà a portare avanti i lavori, se lo farà in maniera affidabile e se la realizzazione sarà all’altezza. Ma al momento non è ipotizzabile alcuno stanziamento diretto di fondi".

Se dopo l’estate sarete voi alla guida di Palazzo Vecchio?

"In quel caso saremmo molto preoccupati dalla situazione che l’amministrazione potrebbe lasciare sullo stadio".

Cosa la preoccupa?

"Non avrei fatto la gara e affidato i lavori senza copertura finanziaria, si è trattato di un’imprudenza".

C’è il rischio di ricorsi da parte delle aziende che avrebbero potuto partecipare con termine di fine lavori al 2028?

"Questo non lo so, ma non è stato prudente nemmeno cominciare i lavori senza avere un accordo definito con la società e sui canoni".

Lei è stato contattato dalla Fiorentina?

"No, non li ho sentiti, ma credo che la società abbia bisogno di qualche certezza in più. Noi abbiamo risposto con i fatti a chi diceva che penalizzavamo il Comune, adesso il Comune non ha più alibi"

Da tifoso viola, cosa pensa dell’eventualità di giocare al Padovani?

"Da tifoso la ritengo una scelta impraticabile, mi sembra che seppur in modo garbato anche la Lega di serie A lo abbia fatto capire. Credo sia lo stesso pensiero della Fiorentina"

Lei come troverebbe i soldi mancanti?

"Intanto si chiarisca se c’è un accordo o un’interesse della Fiorentina, poi utilizzare i soldi destinati al Padovani per la copertura della Curva Fiesole: non è pensabile che in nuovo stadio i tifosi stiano sotto la pioggia".