
Statuto Football Tour sbarca a Firenze: calcio e ska domani sul palco del Glue
È un calcio romantico, a misura d’uomo, quello che crossa la palla in area ai ricordi virati nostalgia di ’Statuto Football Club’, l’album che la band torinese presenta sabato sera (ore 21) al Glue Alternative Concept Space di via Fanti. "Recuperiamo grandi successi come ‘Una vita da mediano’ di Ligabue, ‘Un’estate italiana’ della coppia Nannini-Bennato, ‘La leva calcistica della classe ‘68’ di De Gregori, ma anche le sigle dei più popolari programmi calcistici a cominciare da quelle di ‘Tutto il calcio minuto per minuto’, ‘Domenica Sprint’, ‘La Domenica Sportiva’, ‘90° minuto’ oltre, naturalmente, a brani nostri come ‘Controcalcio’, ‘Facci un gol’, ‘Ragazzo ultrà’ o quella ‘Il capitano’ dedicata a Giorgio Ferrini" anticipa oSKAr, al secolo il cantante Oscar Giammarinaro, affiancato da Giovanni ’Naska’ Deidda alla batteria, Enrico Bontempi e Alex Loggia alla chitarra, Ennio Piovesani al basso, ma pure da Gigi Rivetti alle tastiere, Marco Milani alla tromba e Alessandro Castagna al sax.
Ma con quel che avviene nel calcio, un disco del genere non è un po’ fuori dal tempo? "Effettivamente il tentativo, se si vuole un po’ nostalgico, è quello di raccontare un calcio diverso da quello d’oggi. Scelta che, a giudicare dalle reazioni incontrate durante il tour estivo, fa molto presa sul pubblico. Evidentemente quella di tornare a vivere il football con un’altra intensità è un desiderio condiviso"
Oltre al nuovo album, che suonate per intero, nello spettacolo cosa c’è? "Ci sono le nostre canzoni un po’ più conosciute, a cominciare da ‘Abbiamo vinto il Festival di Sanremo’, ‘Piera’, ‘Qui non c’è il mare’, ‘Ragazzo ultrà’, ma anche quelle calcistiche del passato come quella ‘Facci un goal’ dedicata a Paolo Pulici, la ‘Grande’ scritta per il Grande Torino col testo di Gian Paolo Ormezzano, o quella ‘Controcalcio’ firmata assieme ad Enrico Ruggeri".
Brani nuovi? "Due o tre, per vedere l’effetto che fanno sul pubblico". Un pensiero di solito lo rivolgete pure a Bruno Pizzul. Che ricordo ha del telecronista friulano? "Innanzitutto, era un tifoso del Toro. Raramente, infatti, i commentatori dichiarano la propria appartenenza calcistica. Ma Pizzul, sì. Forse perché essere supporter granata dà sempre un certo lustro".
Carlo Conti ha voluto aprire l’ultimo Festival di Sanremo con un omaggio ad Ezio Bosso, sua conoscenza di conservatorio e, per un anno e mezzo, bassista dei primi Statuto. "L’ho trovato un riconoscimento giusto e dovuto. C’è voluto il ritorno all’Ariston di Conti perché il Festival si ricordasse di Xico, come si faceva chiamare quando suonava con noi. Ezio sottolineava spesso come avesse conosciuto Conti direttamente sul palco, davanti alle telecamere. E come da quel loro incontro fosse venuta fuori la straordinaria intervista che ancora tutti ricordiamo".
Come butta quest’anno per il ’Toro’? "Mah. Bisogna rendere onore al mister Vanoli per aver saputo tirare fuori il meglio da una rosa non proprio eccellente, diciamo così, salvandoci, speriamo, dalla lotta per la retrocessione".