
Stefan Dohr è primo corno della Berliner Philharmoniker, docente all’Accademia Herbert von Karajan e concertista di fama internazionale
Un’occasione unica per ascoltare un solista d’eccezione per l’Orchestra da Camera Fiorentina. Lui è Stefan Dohr, primo corno della Berliner Philharmoniker, tra i più grandi musicisti al mondo. Stasera e sabato (ore 21) suonerà con l’Orchestra nell’Auditorium di Santo Stefano al Ponte. In cartellone ci sono due opere di Mozart, il Concerto n. 4 per corno e orchestra e l’Ouverture de ‘La finta giardiniera’, oltre alla Sinfonia n. 5 di Schubert. "Sono molto contento di poter suonare con l’ensemble fiorentina e con il direttore Lanzetta. Per me è una grande opportunità", racconta Stefan Dohr mentre è in viaggio con Luca Benucci, primo corno del Maggio e insegnante alla Scuola di musica di Fiesole, dove domani mattina Dohr condurrà una masterclass per i giovani allievi.
Dohr, qual è la particolarità di questo concerto di Mozart?
"È un concerto che ha già 200 anni, ma è uno dei più importanti del compositore. Riesce a mostrare le doti del solista e la sua creatività, con tanti cambi di colore e di articolazione".
Cosa significa per lei essere primo corno della Berliner Philharmoniker?
"Ricopro questo ruolo da 32 anni, ho iniziato con Claudio Abbado e per me è un grande onore ricoprirlo da tutto questo tempo. Inoltre, il lavoro che faccio da solista in giro per il mondo mi dà tanto e influenza l’orchestra stessa".
Perché è importante oggi l’opera dei compositori contemporanei, che hanno scritto anche per lei?
"Non è tanto importante che abbiano scritto per me, ma che ci siano dei contemporanei che scrivano per questo strumento. Tra l’altro, il compositore Esa-Pekka Salonen ha scritto un concerto per corno e orchestra che presenteremo il prossimo agosto a Lucerna, mentre la prima italiana sarà al Teatro della Scala a marzo 2026".
Che rapporto ha con l’Italia e con Firenze?
"Quando a dirigere i Berliner c’era Claudio Abbado eravamo molto spesso in Italia. Sono molto affezionato alla vostra cultura, al cibo e al vino. Sono anche molto legato a Luca Benucci, che conosco da oltre 30 anni".
Il direttore dei Berliner durante la pandemia disse: "Temo che nessuno abbia più bisogno di noi". Come sta, invece, oggi la musica classica e la musica da camera?
"Abbiamo un pubblico vasto, anche grazie al digitale. Nonostante un piccolo calo degli abbonamenti, i concerti sono sempre sold out e la musica da camera è sempre più apprezzata".