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Robin Gosens dopo aver saltato la trasferta di Verona per squalifica, tornerà tra i titolari: questa volta potrebbe giocare più avanti
Verrebbe quasi da pensare che è nell’emergenza, con l’acqua praticamente alla gola, che la Fiorentina (di tanto in tanto) ha saputo mostrare la migliore versione di sé in questa stagione. Basti pensare a quello che è successo non più tardi di tre settimane fa contro l’Inter, al Franchi, quando una rosa pressoché dimezzata, che partiva da sfavorita, ha impartito una lezione di calcio ai campioni d’Italia. Stavolta, oltre che motivazioni legate al risultato, la Viola ha pure necessità impellenti di rimettere a posto la sua classifica e - manco a farlo apposta - anche questa sera contro il Lecce l’elenco degli indisponibili sarà molto lungo.
All’ultimo infatti alla lista dei malandati si è aggiunto Folorunsho, che dopo una botta (nello stesso punto) incassata contro Como e Verona ha dovuto alzare bandiera bianca e, a meno di sorprese, stamani non sarà nella lista dei convocati che diramerà Palladino dopo la rifinitura di questa mattina. Una grave perdita, visto che il mediano è stato uno dei pochi elementi che in quest’ultimo periodo si è salvato dal mosciume generale. Per la sfida di questa sera contro i salentini, in ogni caso, l’allenatore stava già studiando qualcosa di nuovo per interrompere l’emorragia di risultati vista nell’ultimo periodo e tutti gli indizi convergono sul fatto che alla fine, al netto dei pochi interpreti, a cambiare sarà il modulo. Che dopo alcuni "travestimenti" nelle ultime settimane, dovrebbe essere quello con la difesa a tre ma, soprattutto, la linea mediana a cinque. Il 3-5-2 a cui sta pensando Palladino è infatti qualcosa di nuovo rispetto anche alla prima parte di stagione, dove il centrocampo era con due soli interpreti e c’erano altrettante mezze punte a supportare Kean.
Stante l’assenza del centravanti, spetterà ai soli Beltran e Zaniolo guidare il reparto offensivo, con svariati Primavera aggregati che partiranno dalla panchina. Andando con ordine, davanti a De Gea, la difesa dovrebbe essere composta da Comuzzo, Pongracic e Ranieri anche se - al di là dell’impatto da dimenticare di domenica scorsa a Verona - sono in ascesa anche le quotazioni di Pablo Marì, che è in ballottaggio aperto con il croato (Palladino del resto a gennaio ha spinto tanto per averlo proprio per la sua propensione a giocare a tre).
Sulla linea mediana, detto del forfait di Folorunsho, di quello di Adli (destinato a tornare se va bene giovedì prossimo ad Atene) e della squalifica di Richardson, spazio a uno schieramento mai così folto: Dodo e Gosens sulle fasce (il tedesco rivedrà il campo dopo un turno di stop), Mandragora, Cataldi - che non è al top - e Fagioli, per la prima volta impiegato nella sua vera zolla dal 1’, ovvero in quella di mezzala.
Inutile dire che tanto la difesa quanto l’attacco saranno i reparti osservati speciali: se infatti, da un lato, la priorità della Fiorentina sarà quella di stoppare l’emorragia di gol al passivo (nelle ultime dodici gare di campionato, la porta è rimasta inviolata una sola volta), anche là davanti i viola dovranno ritrovare la via della rete, che manca da 226’.
Andrea Giannattasio
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