
Lo strazio davanti alla casa funeraria di Sterpeto
Grosseto, 24 marzo 2025 – La salma di Aurora Bellini, morta a soli 19 anni, è arrivata ieri a Grosseto in una prima, vera giornata di primavera. Con il sole splendente, ma tanto freddo nel cuore di tutti coloro che la conoscevano, che l’hanno vista crescere e amata. Un freddo gelido vissuto in un silenzio surreale. Quello che ha pervaso la camera mortuaria vicino al cimitero di Sterpeto, dove è stata allestita la camera ardente, un grande cuscino di rose rosse e bianche e il colore viola. Quello preferito.
Silenzio, interrotto dalle lacrime composte dei genitori, di mamma Erika e babbo Paolo. E con loro Martina, la gemella, l’altra metà di Aurora, che si trova così giovane a dover fare i conti con un’assenza impossibile da comprendere e da accettare, e nello stesso tempo a sostenere i proprio genitori. Un silenzio assordante, dicevamo, perché quali parole si possono trovare per riuscire a confortare un padre e una madre che sopravvivono alla una figlia morta a 19 anni? Nessuna.
La salma di Aurora è arrivata a Grosseto poco prima delle 10 di ieri mattina, dopo un lungo viaggio iniziato da Nocera Inferiore, dove il corpo della studentessa è rimasto da martedì mattina, quando il suo giovane cuore ha cessato di battere. Un viaggio straziante per i genitori e la sorella, che appena saputo cosa accaduto sul traghetto che avrebbe dovuto portare Aurora da Napoli a Palermo, sono partiti alla volta della Campania e lì sono rimasti finché la Procura di Torre Annunziata non ha rilasciato il nullaosta alla sepoltura.
Sepoltura che avverrà oggi, 24 marzo, dopo la messa che sarà celebrata dalle 15. 30 nella chiesa di Batignano, la frazione dove Aurora viveva. Una Batignano sconvolta, incredula, come i volti delle persone che ieri hanno voluto salutarla per l’ultima volta. Così come hanno voluto salutare Aurora e stringersi attorno ai genitori e alla sorella, i calciatori e tutta la società di Batignano, prima dell’incontro con l’Alberese. Fin dalla mattina era stato affisso alla recinzione uno striscione verde con scritte viola, il colore preferito da Aurora, con su scritto ’Ciao Aurora’. Sotto questo striscione prima della partita, i genitori e la sorella, insieme a un gruppo ristretto di amici e parenti hanno deposto un mazzo di fiori, per stringersi fra sé, per farsi forza.