
Anche i vignaioli di Massa Marittima hanno aderito alla petizione del Ministro Bellanova e all’Unione Europea "Il mondo del vino sarà sconvolto: dalle vigne ai ristoranti dove i vini vengono distribuiti e serviti da centinaia di piccole e medie imprese. Questo non è giusto, perché le dispute tra UE e USA nulla hanno a che vedere con il mondo del vino e soprattutto perché mai, nella storia, guerre commerciali a colpi di dazi hanno portato progresso, prosperità e pace". Con questa frase è stata lanciata, in partenza, da 200 vignaioli italiani una petizione che sta girando il web da alcuni giorni, e che ha raccolto già 28.000 firme in Italia. Metà del sostegno nazionale, arriva dal centro Italia, e numerosa è anche la presenza sul territorio. Al centro della richiesta urgente di intervento, richiesta dai vignaioli, c’è l’aumentare notevole dei dazi americani, che mettono in grave difficoltà il settore. I dazi americani, in effetti, negli ultimi mesi, sono stati elevati nella misura del 100% degli importi. A questo, si somma il periodo comunque di crisi, dovuto a questo terribile anno 2020, dovuto alla pandemia che ha completamente rovesciato gli equilibri di un mercato, enorme, redditizio, ma anche fragile. Anche nel comprensorio massetano, sono una decina i vignaioli che hanno sostenuto in partenza la richiesta, che di ora in ora ‘diventa virale’ attraverso i computer ed i telefonini, con le segnalazioni della piattaforma Change.org. Proprio il ‘mondo del vino’ è una delle risorse più importanti e qualificanti del comprensorio metallifero, ed a Massa Marittima si producono ad esempio i "Monteregio di Massa Marittima DOC".
La denominazione di origine controllata "Monteregio di Massa Marittima" è riservata ai vini rosso, rosso riserva, rosato, bianco, Vermentino, novello e Vin santo che rispondono a condizioni e requisiti particolari. Sul sito dell’Ufficio Turistico del Comune, c’è una sezione dedicata ai produttori, con l’elenco delle numerose cantine che è possibile visitare, e per il comprensorio, oltre che produzione e vendita, il legame tra il ‘buon bere’ ed il ‘turismo’ è un fattore inscindibile. Una lotta che è appena iniziata – rivelano alcuni dei vignaioli che hanno aderito all’iniziativa – e che, se non risolta, andrebbe a creare un terribile precedente.
Gianfranco Beni