
Stefano Rossi
Italiani, popolo di modesti consumatori di miele. Secondo Coldiretti, infatti, nel 2024 il consumo di miele tra gli italiani si è attestato a circa mezzo chilo procapite all’anno, un dato inferiore alla media europea (600 grammi) e ben lontano dai 1500 grammi della Germania. Il problema reale però è quale miele viene consumato. L’invasione del miele straniero (+16% nel 2024) è un dato allarmante che deve mettere in guardia i consumatori grossetani perché ad essere messi in crisi sono anche i produttori locali. "Ormai è difficile trovare un miele italiano al 100% che porti l’etichetta di grandi marchi", spiega Stefano Rossi, apicoltore e produttore di miele maremmano. Ed è per questo che Coldiretti mette in guarda i consumatori. " E’ importante stare attenti al rischio frodi per tutelare la salute dei cittadini e l’attività dei produttori locali – ha detto Simone Castelli, presidente di Coldiretti Grosseto – alle prese con annate sempre più complicate per effetto dei cambiamenti climatici e dell’aumento dei costi di produzione. Fattori che non garantiscono agli apicoltori un adeguato livello di reddito per la sopravvivenza di un settore che rischia una pesante battuta d’arresto dopo anni di costante crescita".
Il prodotto straniero arriva a prezzi stracciati spesso con l’obiettivo di mettere all’angolo gli apicoltori nostrani, esercitando una pressione al ribasso sulle quotazioni di quello tricolore. "Per supportare gli apicoltori locali – dice Castelli – è fondamentale prestare attenzione all’origine riportata sull’etichetta o, se possibile, rivolgersi direttamente ai produttori locali, come nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica".
Dal 2019 ad oggi gli apicoltori sono cresci del 50% in Maremma e il 2024 dopo una serie di annate positive ha interrotto questo ciclo.
"Per noi – ha detto Stefano Rossi, della Mieleria Rossi Novaro – lo scorso anno è stato drammatico. Adesso ci troviamo nella fase di sviluppo delle colonie di api e l’obiettivo è riuscire a portarle alle fioriture importanti nelle migliori condizioni possibili. Quest’anno ancora non possiamo fare bilanci, di certo questa altalena di temperature e di condizioni climatiche che alternano caldo e freddo non aiuta molto". Il mercato di riferimento dell’azienda di Rossi è prevalentemente italiano: l’export incide solo per il 15%, soprattutto nordeuropa.
Nicola Ciuffoletti