NICOLA CIUFFOLETTI
Cronaca

Famiglie amiatine preoccupate: "Sul bus ci sono ragazzi che fumano. E la situazione va avanti da tempo"

"I nostri figli usano quella linea per andare a scuola. Abbiamo segnalato tutto ai carabinieri"

"I nostri figli usano quella linea per andare a scuola. Abbiamo segnalato tutto ai carabinieri"

"I nostri figli usano quella linea per andare a scuola. Abbiamo segnalato tutto ai carabinieri"

L’autobus di linea che parte da Arcidosso alle 6.20 e arriva a Grosseto (Cittadella dello Studente) alle 7.40 è diventato un incubo per alcuni studenti amiatini che vivono di pendolarismo. A denunciare la situazione sono alcuni genitori dei ragazzi che utilizzano il bus.

"Fino a Paganico il viaggio prosegue tranquillo – dicono – poi spesso lì salgono alcuni ragazzi e iniziano a fumare: si mettono nei posti dietro, aprono i finestrini e fumano tranquillamente. A quanto riferiscono i nostri figli nessuno dice loro nulla, solo in un caso l’autista si è fermato dicendo ai ragazzi di smetterla".

Come conseguenza di questi episodi nei giorni scorsi è accaduto un fatto che alcuni genitori non vogliono assolutamente minimizzare. "C’è stato un ragazzo – spiegano – che dopo aver affrontato l’ennesimo viaggio di andata avvolto dal fumo passivo è arrivato a scuola e si è sentito male. I genitori sono stati avvisati dalla scuola. Questo è intollerabile, anche perché ne va della salute dei ragazzi che loro malgrado sono costretti a respirare il fumo passivo di chi in quei luoghi non potrebbe fumare".

In realtà la battaglia di alcuni genitori non è iniziata oggi. Dicono, infatti, di aver segnalato la situazione ai vari livelli dell’Azienda di trasporto: "Nonostante ciò – sostengono i genitori –, ad oggi, la situazione è la stessa di qualche mese fa". Allora le famiglie hanno provato a contattare i dirigenti della Regione che hanno competenza in materia di trasporto e in questo ultimo caso sono arrivate immediate risposte di solidarietà nei confronti dei familiari, sempre tramite mail. "Noi segnaliamo – spiegano i genitori – e ci arrivano le risposte, ma mai un provvedimento. Così ci siamo arrabbiati veramente e adesso abbiamo segnalato la questione alle Forze dell’ordine. I nostri figli che viaggiano su questo autobus non parlano con i loro coetanei per paura di avere ritorsioni e di essere bullizzati ma chi dovrebbe intervenire deve farlo – concludono –. Questa situazione è diventata intollerabile, ci sono studenti dell’Amiata che non vogliono più viaggiare su questi pullman, chi di dovere deve intervenire al più presto".

Nicola Ciuffoletti