REDAZIONE GROSSETO

I giocattoli hanno sempre influenzato i giovani

Quante volte avete visto regalare una macchinina ad una bimba in occasione del suo compleanno o del Natale? La risposta...

Anche un pupazzo può influenzare il pensiero

Anche un pupazzo può influenzare il pensiero

Quante volte avete visto regalare una macchinina ad una bimba in occasione del suo compleanno o del Natale? La risposta sarà, probabilmente, poche volte o, addirittura, mai. L’opinione generalizzata è che le femmine debbano giocare con bambole e utensili per cucinare, mentre i maschi sono destinati ad attività quali le costruzioni, i trattori o il calcio.

Negli ultimi anni, studi accreditati hanno affermato che, in certi casi, l’immagine della Barbie classica ha creato problemi di immagine corporea nelle bambine, le quali, davanti al confronto con il personaggio esile e biondissimo, nato alla fine degli anni ’50 dalla mente di Ruth Handler, hanno sviluppato complessi di inferiorità.

Del resto, il giocattolo ha esercitato da sempre un grande influsso psicologico nei giovani. Basti pensare al tempo del fascismo, quando tutti gli aspetti della società erano influenzati dall’ideologia, al fine di educare i cittadini secondo "i valori" del regime. A questo proposito, il gioco era visto come momento formativo e non come passatempo o evasione.

Prendendo in rassegna i giocattoli di quegli anni, troveremo bambolotti in cartapesta, abbigliati come Figli della Lupa, Balilla, Piccole italiane, organizzazioni giovanili riunite nella Gioventù italiana del Littorio. L’esaltazione della guerra, come atto che conferiva eroismo, era coltivata fin dai primi anni di vita dei bimbi attraverso la vendita di fucili, pistole, soldatini di carta o divise dell’esercito su misura per i piccoli.