MATTEO ALFIERI
Cronaca

Lo licenziano e lui intenta la causa. Il giudice: "Faceva le gare di Mtb"

Da 24 anni lavorava in un’azienda. Diventando anche responsabile di un settore. Ma nel 2023 fu licenziato. Già dal...

Il giudice del Tribunale di Grosseto ha dichiarato legittimo il licenziamento respingendo la richiesta di reintegro del dipendente

Il giudice del Tribunale di Grosseto ha dichiarato legittimo il licenziamento respingendo la richiesta di reintegro del dipendente

Da 24 anni lavorava in un’azienda. Diventando anche responsabile di un settore. Ma nel 2023 fu licenziato. Già dal 2012 in realtà i rapporti con la società avevano iniziato a incrinarsi, per colpa di una serie di lunghe assenze: "Ho problemi al cuore, mi devo operare", aveva detto. Ma alla fine la dirigenza ha scoperto che partecipava a gare ciclistiche non agonistiche di mountain bike in tutta Italia. I suoi capi, infatti, si erano insospettiti proprio per le sue troppe assenze, e soprattutto per le varie giustificazioni. Tutto è stato svelato durante il processo in tribunale a Grosseto: i sospetti dell’azienda si sono rivelati più che fondati. L’uomo aveva infatti impugnato il licenziamento, chiedendo di essere reintegrato. Aveva chiesto anche l’indennizzo e 50mila euro di danni per mobbing. Il giudice ha rigettato le sue richieste condannandolo invece al pagamento di 3.500 euro di spese legali. Durante il processo l’uomo, un grossetano, si è visto ricostruire tutte le gare ufficiali di mountain bike a cui aveva preso parte, addirittura con date e piazzamenti. Durante i suoi lunghi periodi di malattia, infatti, secondo la ricostruzione fatta l’uomo aveva svolto attività agonistica partecipando con successo a numerose e impegnative gare ciclistiche di mountain bike, classificandosi pure ai primi posti della sua categoria. In aula, quindi, sarebbe stato dimostrata al giudice la piena capacità di svolgere le attività lavorative per le quali si era esonerato. Il giudice Giuseppe Grosso ha dunque sentenziato che il licenziamento era stato "legittimamente intimato". Anche le richieste risarcitorie per mobbing sono state giudicate infondate.