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"Maremma Perestrojka". Tosi nella rosa del Premio Strega

Si intitola "Maremma Perestrojka" ed è il romanzo scritto dalla giornalista grossetana Cecilia Tosi che fa parte degli 81 titoli...

La giornalista grossetana Cecilia Tosi è l’autrice del romanzo autobiografico segnalato per il «Premio Strega»

La giornalista grossetana Cecilia Tosi è l’autrice del romanzo autobiografico segnalato per il «Premio Strega»

Si intitola "Maremma Perestrojka" ed è il romanzo scritto dalla giornalista grossetana Cecilia Tosi che fa parte degli 81 titoli proposti al "Premio Strega".

Il romanzo è un racconto autobiografico attraverso il quale Tosi – giornalista Rai e autrice di altri libri – ricostruisce con gli occhi di una bambina una storia di provincia "che lambisce appena – si spiega – la Storia di quegli anni, ma che ne diventa palcoscenico per le vicende della famiglia in cui la protagonista vive. La storia ha la peculiarità di accendere i fari sulle difficoltà crescenti degli adolescenti a capire cosa si può fare per cambiare il mondo di oggi. Pone l’attenzione sull’urgenza di capirlo, questo Mondo, in cui il reale stesso scompare, tutto somiglia sempre più alla fantascienza e tutto si muove a una velocità eccessiva".

"Il racconto della vita quotidiana di Cecilia – si spiega ancora –, porta il lettore a rivivere momenti in cui la Storia di un partito, di un’idea, della quotidianità di milioni di persone si troverà a un bivio, nel bel mezzo di un cambiamento epocale. Ma ovviamente, per chi ha quell’età, il mondo e la sua trasformazione passano soprattutto dalle amicizie e dal contesto familiare: un momento carico di scoperte, dubbi e primi desideri di autonomia. Il libro è un omaggio sincero alla fanciullezza di chi è cresciuto con genitori fermamente convinti dell’idea e delle regole del Partito Comunista. Uno dei passaggi, esilarante per certi versi, che racconta in maniera fotografica un’epoca e un modo di pensare, è quello della madre di Cecilia che guardando un po’ disgustata le nuove tendenze modaiole della figlia e delle sue giovani amiche, piene di gelatina sui capelli, sentenzia in maniera perentoria che ’è tutta colpa di Craxi’".