
Un momento del sopralluogo del governatore Eugenio Giani, insieme agli assessori Marras e Monni ai lavori della cassa di espansione di Campo Regio, per la messa in sicurezza del fiume Albegna
ORBETELLO
"Siamo davanti ad un’opera idraulica estremamente importante, della quale come Regione siamo molto orgogliosi – ha detto lunedì il presidente della Toscana Eugenio Giani - Questa è la terza opera idraulica più grande della Toscana, dopo i laghi di Bilancino e Montedoglio, una grande cassa di espansione ed un canale che funzionerà da scolmatore, con un ulteriore meccanismo di apertura di 10 paratie che si attiverà quando il livello del fiume Albegna diverrà minaccioso, tenendo gli abitati di Albinia e Orbetello al sicuro. Oggi abbiamo attivato per la prima volta il sistema di apertura delle 10 paratie, che consente in un primo momento la stabilizzazione del flusso di acqua, poi la fuoriuscita dell’acqua, verso il mare. Queste prese d’acqua avranno una capacità di 350 mc/s, quindi sostanzialmente analoga a quella dello Scolmatore di Pontedera". Un’opera senza dubbio imponente per la Toscan in generale e per la Maremma in particolare. Con solo un piccolo, se così vogliamo definirlo, problama: la stiamo aspettando da 11 anni, quasi. E la fine sinceramente non è così avvicina come potremmo augurarci. "Il sistema della cassa di espansione funziona già perfettamente – ha spiegato Giani – e in futuro con le opere che dovrà realizzare Anas avremo anche la possibilità di riversare le acque accumulate direttamente in mare, chiudendo la strada e deviando il traffico su una viabilità alternativa. Sintetizzando: questa opera risolve tutti i problemi che ci furono in passato durante l’alluvione di Albinia". Proprio così. Quando anche Anas avrà compiuto la propria parte di opera, che non è proprio secondaria. I lavori dell’Azienda nazionale è iniziata e fermata perché la società cui erano stati affidati i lavori, ha ricevuto non una ma due interdittive antimafia. Per carità può capitare. Resta il fatto che i lavori di Anas, sottoattraversamenti, sono al palo. E i tempi di risoluzione non sembrano poter essere così celeri come auspicato dalla Regione. Non c’è un’indicazione precisa di Anas, ma stando alle fasi che dovranno susseguirsi sul quaranta per cento da costruire, non sembra poter essere brevi. Lavori che non potranno essere appaltati prima del collaudo di quelle realizzate. E in un secondo momento Anas dovrà creare un nuovo appalto per i lavori mancanti. L’auspicio entro la fine dell’anno sembra ottimistico".
Cristina Rufini