
L'errore sui civici in via Nazario Sauro
Grosseto, 5 aprile 2025 – Chissà cosa avrebbe detto se avesse visto quei numeri civici. Lui, uno degli esponenti più illustri dell’Irredentismo, il movimento politico antiaustriaco che si diffuse in Italia alla fine dell’800 fino alla prima Guerra Mondiale. Nazario Sauro, insieme a Guglielmo Oberdan e Cesare Battisti, sono patrioti italiani che hanno dato i nomi a tre delle vie più importanti della città di Grosseto.
Peccato che via Nazario Sauro, la strada che è nel cuore di Barbanella, è stata ribattezzata “Nazzario Sauro”, una doppia “ZZ” che non ha mai fatto parte del nome del patriota. Come si legge in decine di numeri civici messi dall’Amministrazione comunale nelle case che costeggiano la ferrovia. Un errore? Sicuramente. Che si ripete in almeno tre palazzine e anche nei cartelli che ospitano i passi carrabili. Un errore che ha tanti “padri”: da chi gli ha redatti ma anche dall’omesso controllo di chi quei numeri civici li ha verificati prima di farli stampare. Senza dimenticare proprio quelli che li hanno materialmente fatti e poi quelli che li hanno affissi.
E possibile che nessuno delle decine di famiglie che quei palazzi li abitano, costruiti sicuramente più di 30 anni fa, non abbiano mai notato una cosa del genere?. Niente di niente. Una “catena” di noncuranza che fa riflettere. Anche perchè l’indicazione della via, che è stata fatta in marmo e che risale agli anni ’40 affissa come voleva la tradizione su un palazzo all’inizio della via, riporta il nome giusto: “Nazario Sauro”. Sicuramente, qualche anno fa, in Comune a Grosseto erano stati più “attenti”. O forse avevano studiato un po’ di più anche se sarebbe bastato guardare quell’insegna per non fare una figura del genere.
Ma non è la prima volta che la toponomastica, in provincia di Grosseto, fa cilecca. L’ultimo caso in ordine di tempo è stato quello del parco intitolato a Margherita Hack a Massa Marittima. In quel caso però l’errore fu meno marchiano: l’astrofisica fiorentina fu insignita (nel cartello) anche del premio Nobel. Che però non aveva mai ricevuto. Il caso di Nazario Sauro (che a Grosseto è stato ribattezzato “Nazzario”) è sicuramente un po’ più deprimente.
Matteo Alfieri