
Gli studenti e il loro personalissimo orto
Lo sviluppo spesso incontrollato di alcune tecnologie ha posto da tempo sulla strada inesorabile dell’estinzione buona parte della biodiversità agricola e animale. Il fenomeno interessa non solo i grandi centri urbani, ma anche le realtà più piccole. Non ultima la Maremma, zona tipicamente contadina. Sensibilizzare l’opinione pubblica è da tempo il compito di piccole e medie aziende locali oltre che della politica locale e, anche le scuole, si sono inserite in questo percorso. Gli studenti della scuola media "Fermi" di Capalbio, con la supervisione dei docenti di Scienze, hanno intrapreso un progetto che ha permesso loro di mettersi alla prova con nuove esperienze… ed ecco nato un orto di salvaguardia e tutela! Dalla scelta dei semi fino alla cura delle piante: scoprire e tentare di far riprodurre specie antiche autoctone come l’aglio rosso di Proceno, la bieta da taglio ed il fagiolo cannellino di Sorano, è stata esperienza paziente di attesa e scoperta, oltre che promozione di uno stile di vita che torni alle origini semplici e genuine dei nostri fondatori. Chi aveva mai sentito parlare di un ’fagiolo borlotto del minatore’ oppure del ’cece rugoso maremmano’? Con uno studio naturalistico, accompagnato da una pianificazione matematico-scientifica (numero e distanza tra piantine e file, calcolo di altezza e larghezza campo) gli studenti sono diventati non semplici agricoltori, ma riproduttori di quel ’germoplasma autoctono’, chiave di volta per sorreggere la vera civiltà della vita.