NICOLA CIUFFOLETTI
Cronaca

Ottanta le candeline spente dalla ’Fnaarc’

Sono ottanta le candeline spente dalla Fnaarc, Federazione degli agenti e rappresentanti di commercio aderente a Confcommercio. Si tratta...

Sono ottanta le candeline spente dalla Fnaarc, Federazione degli agenti e rappresentanti di commercio aderente a Confcommercio. Si tratta di un traguardo celebrato anche dalla federazione grossetana degli agenti di commercio che associa oltre 200 professionisti nell’intera provincia. L’obiettivo è guardare alle generazioni future con il tanto auspicato ricambio generazionale, considerando che oggi l’età media di chi fa l’agente di commercio è di 52 anni.

"Il nostro obiettivo guarda alle nuove generazioni - afferma Valter Bruni, presidente di Fnaarc Grosseto - Vogliamo dare una mano ai giovani agenti, sostenerli nella crescita professionale, perché possano trovare soddisfazione in questa professione. E dobbiamo far capire alle aziende quanto è importante un contratto di lavoro fatto come si deve".

Per i motivi espressi da Bruni Fnaarc Grosseto sta lavorando proprio in questa direzione, cercando di intercettare quei giovani che vogliono intraprendere questo lavoro per dare loro supporto e punti di riferimento. A livello nazionale ogni anno Fnaarc aiuta più di 20mila agenti con i loro contratti, risolvendo più del 70% dei problemi a favore dell’agente.

"Esperienze – aggiunge Bruni – che proprio grazie alla rete che riusciamo a costruire percorrendo migliaia di chilometri in tutta Italia e conoscendoci quasi uno ad uno - possiamo con facilità replicare sul territorio grossetano".

Parla anche Gabriella Orlando, sottolineando che gli agenti di commercio sono dei veri e propri imprenditori. "Sono figure chiave– dice - per il successo delle aziende con cui collaborano e quindi per lo sviluppo economico di un territorio tanto più se vasto come la Maremma. Tuttavia oggi, da soli, non si va lontano: iscriversi a un’associazione come la nostra significa - conclude - avere un punto di riferimento sicuro per affrontare le difficoltà e farsi sentire nelle sedi dove si prendono le decisioni".