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Assalto al portavalori, un piano preparato a lungo: i furgoni rubati cinque mesi fa

San Vincenzo, ulteriori particolari sull’organizzazione della banda dell’Aurelia. Ritrovata anche la terza auto

Assalto al portavalori, un piano preparato a lungo: i furgoni rubati cinque mesi fa

San Vincenzo (Livorno), 2 aprile 2025 – I furgoni usati per fermare il convoglio portavalori nell’assalto sulla Variante Aurelia erano stati rubato il 31 ottobre scorso, 5 mesi fa. Questa l’ulteriore conferma del fatto che la rapina era stata preparata da tempo e con una pianificazione precisa. A raccontare del furto alla redazione di Siena de La Nazione è stato Alessandro De Romanis. Contradaiolo della Torre, a Siena lo conoscono tutti.

Intanto è stata ritrovata, nel tardo pomeriggio di ieri, nascosta in una zona impervia del Sasso Pisano (Pisa) anche la terza auto utilizzata per la fuga dai rapinatori del portavalori a San Vincenzo avvenuta venerdì scorso. Si tratta della Volkswagen Tiguan rubata poco prima del colpo a un medico di Orbetello. L’auto è stata nascosta nella fitta vegetazione non lontano dalla prima auto ritrovata dai carabinieri sabato scorso. Tutte le auto avevano non le loro targhe originali, ma altre targhe rubate.

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Uno dei furgoni rubati a Siena e dato alle fiamme dai banditi durante la rapina al portavalori sulla superstrada a San Vincenzo

Quando sono stati rubati i due furgoni?

“Il 31 ottobre scorso. Incredibile che da allora non abbiano pensato di togliere gli adesivi che li rendevano riconoscibili. Tant’è. Sì, ci hanno fatto questa rapina, con entrambi. Uno era di Alessandro Colombati che ha poi smesso l’attività. Lo avevo appena finito di sistemare... mannaggia...”

Che valore avevano?

“Siamo intorno ai 15mila euro l’uno”.

Li utilizzava per la ditta?

“Certo, sanno tutti che svolgo servizi per me, a noleggio libero, trasporto animali con o senza conducente, ho il conto terzi. Trasporto i soprallassi della passeggiata storica del Palio. Do una mano per le cliniche da Bologna, Pisa, Perugia, anche al Ceppo. Mi sono specializzato, è molto gratificante. Una passione che è diventata il lavoro principale”.

De Romanis continua a gareggiare come monta da lavoro?

“Non lo faccio più a livello agonistico però continuo ad allenare. Sono ormai domatore e addestratore”.

Il furto è avvenuto nella frazione di Castelnuovo dove abita?

“In realtà no, a Siena. Nella zona dei Due Ponti. Li tenevo lì in quel piazzale, sotto le telecamere. Pensavo che fossero un pochino più sicuri, oltre che per comodità. Di fronte alla concessionaria”.

Cosa è successo?

“Ero andato a portare dei cavalli in Svizzera, faccio anche viaggi internazionali. Tornando mi sono accorto che avevano rubato quei due e un altro, un tempo di Morrocchi. Hanno provato a portarlo via scassinandomi il blocco di accensione, ma non ci sono riusciti”.