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Si è votato fino alle 22 di ieri per le Parlamentarie del Movimento Cinque Stelle e in lizza c’erano anche quattro candidati grossetani per le liste proporzionali: Gianni Trilli, Isacco Bocci, Gianluigi Perruzza e Luca Giacomelli. Sono questi i quattro nomi dei candidati alle Parlamentarie, la prima "scrematura" on line degli attivisti del movimento Cinque Stelle, prima della candidatura vera e propria alle prossime elezioni politiche che si svolgeranno il 25 di settembre. "La Toscana è una regione Firenze-centrica ed a farne le spese, da sempre, è la Maremma – inizia nella sua disamina il Movimento 5 Stelle – la terra più lontana, quella molto, troppo spesso trasparente agli occhi della politica fiorentina e conseguentemente, trasparente anche agli occhi della politica nazionale e, invece, di problemi da affrontare ce ne sarebbero tanti. Ma ce lo meritiamo? Dobbiamo espiare colpe? Siamo forse brutti e cattivi? La risposta è no. E allora perché siamo relegati in un pezzo di Toscana, la più a sud? Questo è un argomento dalle mille sfaccettature, dalle mille risposte e non vogliamo adesso scrivere un trattato sul perché la Maremma grossetana sia la cenerentola delle province toscane e dell’Italia – aggiungono –. Speriamo che l’esito delle Parlamentarie porti una nuova ventata di Maremma anche in Parlamento".
E intanto il rinato Partito Comunista Italiano sta raccogliendo le firme per presentarsi alle prossime Elezioni Politiche. "Intendiamo riportare i comunisti al centro del dibattito – dicono i comunisti – tornare ad essere riferimento politico ed ideologico per costruire una società profondamente diversa da quella in cui viviamo. La sinistra generica, nelle sue varie forme, ha preferito presentare un contenitore né carne né pesce o addirittura di allearsi con il Pd. La ‘sinistra’ è stata spesso subalterna o complice. In molti purtroppo ci dicono che voteranno il meno peggio. Dietro questa logica si finirà per consegnare l’Italia a un governo talmente di destra come non ce ne sono mai stati nella storia repubblicana, con il rischio concreto di stravolgere la Costituzione più bella del mondo e introducendo una vera e propria emergenza democratica nel nostro paese. Ormai non ci sono più argini. Il Pci ha scelto di presentarsi con il suo volto, il suo simbolo e la sua storia. Un volto pulito di compagni e compagne che si stanno impegnando in un compito difficilissimo: raccogliere firme a Ferragosto, in fretta e furia, tra mille ostacoli burocratici che spianano la strada a un confronto tra estrema destra, destra moderata e sedicente centrosinistra (che di sinistra non ha più niente e di sinistro parecchi elementi). Il classico gioco di potere sulla pelle delle classi più deboli, dei lavoratori, delle categorie più ricattabili, anch’essi dissotterrati a poche settimane dal voto per poi essere nuovamente seppelliti sotto il tappeto quando non conviene appoggiarne le lotte e le rivendicazioni".