NICOLA CIUFFOLETTI
Cronaca

Strada chiusa per una frana: "Gravi disagi, bisogna intervenire. Cittadini e aziende in difficoltà"

Il sindaco Massimo Galli in contatto con la Provincia per cercare di riaprire almeno una corsia

Il sindaco Massimo Galli in contatto con la Provincia per cercare di riaprire almeno una corsia

Il sindaco Massimo Galli in contatto con la Provincia per cercare di riaprire almeno una corsia

Ad isolare Roccalbegna, i suoi abitanti e le sue attività economiche è di nuovo una frana. Di nuovo perché già nel 2013 un imponente movimento franoso costrinse la chiusura di una strada, alle porte del paese, modificando per diversi mesi la viabilità. Quella attuale è una frana importante, sebbene più piccola della precedente. Il movimento franoso si è verificato al chilometro 43+350 della Sp 160 Amiatina, praticamente tra Roccalbegna e Triana, costringendo di fatto a chiudere l’accesso più a nord del paese. Chiudere questo tratto di strada vuol dire costringere chi deve raggiungere Roccalbegna o chi da Roccalbegna deve andare negli altri paesi amiatini a fare tragitti molto più lunghi e disagevoli.

"Anche oggi (ieri per chi legge, Ndr) ho fatto un sopralluogo con i tecnici per capire come intervenire nella maniera più celere possibile – ha detto il sindaco Massimo Galli –. Sono in contatto con la Provincia e mi auguro che nel giro di poco tempo la strada venga riaperta, anche a senso unico alternato".

Anche nelle ultime ore la frana ha continuato a muoversi, si parla di circa 100 metri cubi, e i problemi maggiori sono a monte dove si è verificato un cedimento. A segnalare la situazione sono stati i carabinieri che hanno trovato, nella notte tra lunedì e martedì, sassi nel mezzo alla carreggiata. A pochi chilometri dalla frana è presente anche lo stabilimento del famoso caseificio Il Fiorino. "Sono circa 15 i dipendenti del caseificio dei trenta complessivi che provengono dai paesi dell’Amiata – prosegue Galli – e che sono costretti a fare un giro molto lungo per raggiungere il luogo di lavoro. Ma i disagi non sono solo per loro, penso per chi viaggia con gli autobus di linea costretti anche loro a fare dei giri molto più lunghi". E il caseificio "Il Fiorino", oltre al problema dei dipendenti, ogni giorno deve fare i conti con quello del ricevimento del materiale e della consegna dei prodotti, con il rischio che non tutti i camion che devono raggiungere lo stabilimento siano in grado di transitare sulla viabilità alternativa (spesso, su strade poderali).

Il bus di Autolinee toscane, quello della linea extraurbana 6/G In direzione Grosseto, transitano verso Arcidosso, quindi percorrono la Sp Cipressino e il bivio di Sant’Angelo in direzione Paganico.

Nicola Ciuffoletti