
Un’altra levata di scudi: "L’Unione europea rispetti la sentenza della Corte di giustizia"
Neanche il tempo di finire di contare i danni causati dal maltempo che un’altra "mareggiata" si è abbattuta sul litorale tornando a tingere di fosco i pensieri dei gestori degli stabilimenti balneari. Sempre di Bolkestein si parla, alla fine, ma se da una parte la situazione sembrava avviarsi verso una soluzione tutto sommato accettabile (il Governo aveva chiuso il censimento con il quale intendeva dimostrare che di spazi disponibili ce ne sono ancora senza dover rimettere a gara le concessioni già esistenti), dall’altra l’Unione europea ha partorito un "parere motivato" con il quale sostiene che, invece, il bando di gara serve eccome. Il tutto si basa su "tecnicismi", vagamente giuridici e molto invece interpretativi (ma "molto" interpretativi) dello spirito della Direttiva Bolkestein. Tanto che quel parere secondo Confcommercio è "privo di senso" e secondo Confesercenti "non tiene conto del lavoro fatto dal tavolo tecnico".
"Utilizzare in maniera strumentale il ‘parere motivato’ Ue sulla questione balneare per tentare un colpo di mano a danno dei balneari – dice Daniele Avvento, presidente Sib Confcomemrcio – significa mettere a repentaglio il presente e il futuro di migliaia di famiglie che noi come Sib abbiamo il dovere di difendere a ogni costo. Il parere motivato emesso dalla Commissione era per certi versi scontato in considerazione del fatto che quasi tutte le procedure di infrazione di cui è protagonista il nostro Paese (ben 77 ancora aperte) hanno registrato questo ‘passaggio’. Ci risulta che l’Italia abbia ancora 18 ‘pareri motivati’ aperti; quello meno recente è di dieci (leggasi dieci) anni fa e riguarda l’Ilva di Taranto. Per dire. Il problema, quindi, non è il ‘parere motivato’ sulla mancata applicazione della Bolkestein ai balneari, quanto, piuttosto, l’uso politico che alcuni politici, di diversi schieramenti, ne vorrebbero fare. Abbiamo l’impressione che qualcuno voglia agitare questo spauracchio per far digerire ai balneari soluzioni del tutto inaccettabili. Questo parere lo riteniamo privo di senso e di efficacia in quanto segue una procedura di infrazione avviata all’indomani della legge Centinaio (1452018) che è stata abrogata dalla legge Draghi del 2022, la quale non è stata contestata dalla Ue con una lettera di messa in mora. Il Governo, poi, è impegnato a fare una legge di riforma di tutto il settore, tanto è vero che è già stata fatta la mappatura delle concessioni demaniali così come disposto dalla Corte di Giustizia europea. E la sentenza della Corte di Giustizia europea è vincolante per tutti, Commissione Ue inclusa. Lo stesso parere motivato, tra l’altro, non contesta la mappatura effettuata dal Governo sul profilo giuridico, ma solo su quello tecnico osservando che la mappatura è stata effettuata solo su scala nazionale e non anche su quella locale".
"Ci auguriamo che questo lavoro fatto dal tavolo tecnico del Governo, integrato di fiumi e laghi concedibili – commenta Simone Guerrini, segretario regionale Fiba Confesercenti – sia presentato alla Commissione europea per dimostrare, come più volte detto, che non c’è scarsità di risorsa così da escludere l’articolo 12 della direttiva e speriamo che si vadano a fare i decreti così da dare una maggior tranquillità ai balneari. Il lavoro del tavolo tecnico infatti sembra non essere stato preso in considerazione dalla Commissione europea. La mappatura del Governo ha stabilito che solo il 33% è soggetto a concessioni demaniali (che non riguardano solo stabilimenti ma tutte quelle concessioni che insistono sul demanio costiero). Ovviamente serve un documento ufficiale da parte del governo sul tavolo tecnico da presentare alla commissione al fine di dimostrare che in Italia ancora vi sono aree da dare in concessione. Sono 15 anni che combattiamo con la Bolkestein. Servono certezze per tutelare le imprese italiane, gli investimenti che abbiamo fatto, il lavoro. Negli ultimi giorni abbiamo visto cosa è successo alle coste toscane, erose, distrutte, da mareggiate e maltempo e interi stabilimenti portati via o seriamente danneggiati. Con le concessione in scadenza a breve come verranno affrontati i prossimi mesi e la prossima stagione se non ci sono certezze di continuità? Negli anni i balneari hanno sempre lavorato di comune accordo con Regione e Comuni contro l’erosione. In questo momento, però, nessuno si sente di far investimenti in tal senso".