
Mister Gigi Consonni è pensieroso: la squadra appare demotivata
Soltanto poche parole merita questo Grosseto. Sul campo del Trestina, squadra penultima in classifica, il vero problema non è stato quello di "non aver chiuso la partita", ma è stato quello di aver perso la faccia: ed è inutile dire che "gli altri hanno più fame". La navicella biancorossa va sempre più alla deriva e quello che sconcerta è il modo con il quale i giocatori biancorossi stanno in campo: evidentemente il fascino della casacca del Grifone non esiste più.
Lasciamo stare per sempre i concetti di appartenenza, di legame con il territorio e di amore per la maglia: non fanno certamente parte del bagaglio culturale dei giocatori biancorossi, che si allenano cinque giorni alla settimana, come professionisti, ma alla domenica vanno in campo senza lottare, vanno in confusione al primo ostacolo e si fanno rimontare da giocatori che, invece, lottano come fanno le squadre che giocano con furore agonistico.
Poco interessa se il Grosseto riuscirà a conquistare il secondo posto e se riuscirà a vincere I playoff, obiettivo posto dalla società del patron Gianni Lamioni e del direttore generale Filippo Vetrini come nuova motivazione: il Grosseto, quando scende in campo, non può fare certe figure. E perfino i "tifosi amici" che seguono sempre il Grifone, ormai, hanno capito che anche per quest’anno si tratta di un capitolo chiuso: in tutti i sensi. Quando mancano due mesi al termine del campionato possiamo definire fallimentare la stagione agonistica iniziata il 22 luglio del 2024 con mister Roberto Malotti che, poi, ha avuto un momento fantastico con le otto vittorie consecutive ottenute con mister Luigi Consonni le quali, però, hanno creato soltanto illusioni. Ed ora? Aspettiamo per vedere quello che può succedere, ma ricordiamo, per il futuro, che ci vuole più qualità e meno quantità nella scelta dei giocatori perchè, volere o non volere, in campo ci vanno loro e non i dirigenti ed i tifosi.
Paolo Pighini
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