ALMA MARTINA POGGI
Cronaca

Case di comunità, appello al Terzo settore

"Nostro è il tentativo di prendere in carico la fragilità: delle singole persone, delle famiglie, di un intero territorio". Così...

I direttori dei tre distretti sociosanitari della provincia, assieme a Gilda Esposito di MoCa

I direttori dei tre distretti sociosanitari della provincia, assieme a Gilda Esposito di MoCa

"Nostro è il tentativo di prendere in carico la fragilità: delle singole persone, delle famiglie, di un intero territorio". Così ieri mattina Carlo Martini, direttore del distretto socio sanitario 19 Val di Magra, in occasione della presentazione del bando pubblico di Asl5 per l’acquisizione delle manifestazioni di interesse degli enti del Terzo settore ad aderire alla co-programmazione degli obiettivi del poliambulatorio e delle cinque Case di comunità che sorgeranno nei distretti 17, 18 e 19 che fanno capo ad Asl5. Il bando, che è stato pubblicato lo scorso 4marzo e che ha scadenza il 18 aprile 2025, è rivolto a tutti gli Enti del Terzo Settore iscritti al Registro unico del terzo settore, alle Università e ai soggetti giuridici, diversi dagli enti del Terzo settore, che vogliano collaborare alla creazione delle Case di comunità nella provincia della Spezia; e che vogliano proporre attività di prevenzione e promozione di stili di vita sostenibili sia negli spazi delle Case di comunità, sia direttamente sul territorio. "Tutto questo nasce nella cornice del Pnrr – spiega Claudia Di Bernardo, direttore del distretto socio sanitario 18 del Golfo – si tratta in particolare della missione 6 che, attraverso il decreto ministeriale 77/2022, promuove il rafforzamento della sanità territoriale e delle strutture di prossimità; in particolare delle Case di comunit. L’obiettivo di questo avviso pubblico è dare l’avvio a un tavolo di co-programmazione in cui sia enti del Terzo settore sia soggetti giuridici sia anche quelli delle Università mettano a disposizione le loro competenze". Al centro dell’iniziativa sono le Case di comunità che rappresentano un nuovo approccio alla sanità secondo il modello ’one health’: strutture nelle quali non solo si curano le malattie, ma si punta a prevenire i problemi di salute e a migliorare la qualità della vita dei cittadini; cercando soluzioni personalizzate anche in base all’ambiente domestico e alla rete sociale a disposizione.

Ogni Casa fa capo al distretto socio sanitario di riferimento, in essa operano team di medici, infermieri e assistenti sociali. "Noi stiamo lavorando – dice Maria Elena Cavallo, direttore del distretto socio sanitario 17 Riviera Val di Vara – in primis, per popolare le Case di comunità di figure sanitarie come infermieri, medici specialisti e medici di medicina generale affinché i percorsi di presa in carico di pazienti cronici siano sempre più efficienti. Avremo la telemedicina e forniremo anche tutta la strumentazione alle strutture in modo che, davvero, il cittadino possa trovare in esse un primo punto fondamentale per affrontare la patologia. Noi – conclude – garantiamo la presenza di figure medico sanitarie all’interno delle Case di comunità, ma di esse ci facciamo anche promotori; affinché la comunità le senta come sue". Valore aggiunto del progetto, la presenza di MoCa future designers, spin-off dell’Università di Firenze. "Asl5 ci ha affidato l’incarico un anno fa di fare innanzitutto una ricerca di sfondo – spiega Gilda Esposito, ricercatrice senior per MoCa - . Abbiamo quindi cominciato a lavorare sul territorio, collaborando nella ricerca di informazioni per la manifestazione di interesse e contribuiremo a facilitare i tavoli di lavoro nei tre Distretti".

Alma Martina Poggi