ALMA MARTINA POGGI
Cronaca

Niente bottiglia, l’era del calice. In caduta il consumo di vino, ma nei pub la birra tiene ancora

Quasi azzerata la richiesta di amari e limoncini. E ovviamente anche i ricavi sono diminuiti. Ma c’è chi si attrezza dando ai clienti tappi e confezioni per il trasporto dell’alcol a domicilio

La nuova normativa ha dimostrato davvero tolleranza zero per quanto riguarda la guida in stato di ebbrezza e questo ha comportato la drastica diminuzione del consumo di vino (Foto di repertorio)

La nuova normativa ha dimostrato davvero tolleranza zero per quanto riguarda la guida in stato di ebbrezza e questo ha comportato la drastica diminuzione del consumo di vino (Foto di repertorio)

La Spezia, 4 aprile 2025 – È scattato il 14 dicembre scorso e, già all’indomani della sua entrata in vigore, a scattare insieme a lui, a frotte, sono state anche multe, sanzioni e sospensioni della patente di guida. Per non parlare poi dei punti. Il nuovo codice della strada ha rappresentato una vera e propria stretta per chi si mette alla guida sulle strade italiane, e non solo alla guida di autoveicoli: le novità introdotte infatti hanno riguardato anche i gettonatissimi monopattini. Quel che è certo però è che la nuova normativa ha dimostrato davvero tolleranza zero per quanto riguarda la guida in stato di ebbrezza: se invariati sono rimasti i limiti alcolemici – cioè la percentuale di alcol ammessa nel sangue e misurata in grammi per litro (il limite da non superare è sempre quello di 0,5) – aumentata è invece la severità delle sanzioni al fine di disincentivare i guidatori dal consumo di bevande alcoliche. A determinare dunque l’esito positivo di una serata – e non all’alcol test –, con un tranquillo ritorno a casa sulle proprie gomme, è quindi il ’gomito’ che, dalla tavola, non deve essere proprio alzato.

In basso i calici, quindi? Per buona pace di baristi e ristoratori – almeno di quelli dello Spezzino – no, purché però se ne conti solo uno per ogni singolo commensale e non di più. Via libera invece ad acqua, bibite, drink analcolici e birra, meglio però se sorseggiata insieme alla cena e, magari, in un locale del centro da poter facilmente raggiungere a piedi. “Posso affermare che noi, vendendo prevalentemente birra e bibite di bassa gradazione alcolica, abbiamo sentito il calo nella vendita in modo molto relativo – spiega Cristiano Pappalardo, titolare insieme ad Andrea Albericci della birreria-ristorante La Taverna Del Metallo in via Cernaia 17 –, la ricaduta del nuovo codice stradale ha riguardato di più il consumo di vino: se prima il cliente era abituato ad acquistare una bottiglia da dividere in due al tavolo, ora magari ci pensa due volte. Inoltre – continua – bisogna considerare che il nostro locale si trova in centro e spesso i nostri clienti si muovono a piedi per raggiungerci. Questo non significa che io sia a favore delle restrizioni, però posso dire che da noi il calo è stato relativo”. “Abbiamo sicuramente risentito delle misure del nuovo codice stradale – dice Andrea Gorrini, titolare del bar NoMad, nel cuore della movida spezzina in via Sapri 69 – perché la gente, giustamente, ha timore delle nuove regole: tutti sono subito pronti a ordinare un solo bicchiere e ad esclamare che è anche troppo. In generale, serviamo meno vino e più analcolici, ma penso che questo sia dovuto anche al fatto che le persone hanno meno possibilità di spendere: prima infatti si lavorava tantissimo sia il venerdì che il sabato ora invece ci sono meno avventori il venerdì”.

A tracciare il quadro della situazione di questi mesi, scattando un’istantanea puntuale sulla vendita e il consumo di alcolici è Marco Bandiani, titolare della pizzeria ristorante Le Volte in piazza Chiodo 12: “Ho registrato -50% nel consumo di vino inteso come vendita a bottiglia, e un aumento invece del +20% nella vendita del singolo calice. Un altro aumento si è verificato nel consumo della birra pari al +20%. Complessivamente posso dire che il vino ha subito una flessione del 25-30%; quanto al consumo di amari e limoncini si è quasi azzerato perché in effetti è proprio quello che dà la botta finale. Nonostante i primi mesi sia stata durissima non mi sento di lamentarmi e, a oggi, la situazione va normalizzandosi con questa media di calo”. Marco Bandiani ha trovato anche una soluzione che accontenta tutti: “Offriamo ai nostri clienti tappi e confezioni per le bottiglie di vino che, stappate qui per gustarne un solo bicchiere, possono poi portare a casa”. Ha risentito della stretta anche Martina Berrilli, dipendente del risto-pub Murphy’s: “Da noi i clienti ora preferiscono scegliere acqua e bibite o birra, ma piccola. Economicamente la ricaduta si è fatta sentire, basti pensare che una birra media ha il costo di 6,50 euro contro una lattina analcolica che ne costa solo 3”.