CRISTINA GUALA
Cronaca

Come un set cinematografico. I tesori del borgo di Ponzano

Viaggio tra i vicoli di un paese dove anche i muri raccontano la storia e l’estro degli artisti. La riapertura dello storico circolo Acli per offrire ristoro ai pellegrini della Via Francigena.

Viaggio tra i vicoli di un paese dove anche i muri raccontano la storia e l’estro degli artisti. La riapertura dello storico circolo Acli per offrire ristoro ai pellegrini della Via Francigena.

Viaggio tra i vicoli di un paese dove anche i muri raccontano la storia e l’estro degli artisti. La riapertura dello storico circolo Acli per offrire ristoro ai pellegrini della Via Francigena.

Ponzano come il set di un film. Il palcoscenico si apre da quando si arriva nel borgo superiore, allora sembra di entrare in una scena di "Non ci resta che piangere" aspettando da un momento all’altro di incontrare Benigni e Troisi. Dal parcheggio dell’auto in piazza dell’Aia di Croce, le due anziane sedute sulla panchina sono quello che ti aspetti entrando all’imbocco di un borgo storico, guardano, sorridono e da un momento all’altro sembra che si alzino per offrirti la scherpada appena cotta. Quella di cui solo i ponzanesi conoscono la ricetta originale e che attenzione, quegli altri, come affermano, alcuni sarzanesi, "osano" e ci mettono le uova.

Salendo e scendendo ci si cala in un’atmosfera magica, mista del suono delle campane della messa quotidiana in latino e delle oche che starnazzano, e alcune volte passeggiano libere come Guendalina e Adelina degli Aristogatti. Una pace melodiosa interrotta a tratti da un rumore che orecchie esperte riconoscono, sono la fiammante collezione di Moto Guzzi d’epoca anni Trenta e Quaranta di Davide Neri che arriva con una rossa "atomica", con nel side car sua moglie che condivide la sua passione. Una passione che comprende anche una Giardinetta e una Balilla del 1931 che a vederla fa una sensazione strana, un misto tra brividi e emozione.

È il primo assaggio delle sorprese che Ponzano riserva a chi va a visitare il borgo, dove volentieri e per tutti, fanno da guida la consigliera Marzia Bertolla e l’assessore Paolo Ruffini insieme al giovane storico dell’arte Filippo Calcagnini che di Ponzano conosce la storia di tutto e di tutti, viene da dire anche dei muri. Infatti a Ponzano anche i muri hanno qualcosa da raccontare, non a caso sono i Muri Parlanti, pareti esterne di case donate all’estro di noti artisti, ad esempio i fiori di Luciano Viani, l’opera sull’inclusione di Enrico Lazzoni, il Gabbiano di Graziano Guiso. Si capisce che è il paese degli artisti anche dai progetti che lo riguarderanno.

"Abbiamo intenzione – afferma la consigliera Bertolla – di dare una nuova vita anche alla meridiana che si trova nel belvedere dove il palazzo Remedi che è il nostro cruccio. Un palazzo padronale che vorremmo tanto restaurare, ma occorrono 5/6 milioni di euro. Ha un cortile bellissimo, dove purtroppo per questioni di sicurezza non si può più entrare".

Nel viaggio a Ponzano persino gli sportelli metallici dei contatori del gas saranno dati a studenti dell’Accademia di Belle Arti di Carrara che faranno una mostra dei loro bozzetti e li useranno come tele, e ancora le gronde sono state coperte da legni recuperati e restaurati. La via della Chiesa che poi è la strada principale dove ogni tanto si incontrano gatti bellissimi che si crogiolano al sole, per terra non c’è una cartaccia, scorre tra passato e futuro. Il futuro è il circolo Acli che è in preparazione per essere aperto a giugno, e offrirà ristoro ai viandanti, ai turisti, ai pellegrini, alla gente del paese. Dopo la chiusura della storica bottega di frutta e verdura ormai dal 2001, il locale era diventato il museo contadino ora traslocato in un altro sito, una sfida che con altri si è assunto il giovane Calcagnini con la gestione anche di due sale dove faranno attività. Ponzano è il paese scelto anche dalle rondini: "Sono già venuti a vedere per le riprese per Geo e Geo– ci raccontano – perché ci sono moltissimi nidi di rondini".