
Il presidente Mario Gerini
La Spezia, 3 aprile 2025 - “Esprimiamo preoccupazione per l’introduzione dei dazi imposti dall’amministrazione Trump all’industria italiana, una misura che potrebbe avere ripercussioni anche sul nostro sistema produttivo anche se non nel breve periodo”. Queste le parole di Mario Gerini, presidente di Confindustria La Spezia, a commento sulle nuove tariffe commerciali varate dagli Stati Uniti.
L’economia della nostra provincia, caratterizzata da un significativo mix di settori, grazie alla sua forte vocazione industriale, ha visto nel corso degli anni un costante incremento delle esportazioni verso i mercati internazionali ed in particolare verso quello americano.
Il rischio che ora corriamo è quello di trovarci di fronte a una situazione di stallo, in cui il mercato americano – uno dei principali partner commerciali del nostro Paese – diventa meno accessibile a causa di un incremento dei costi dei prodotti, legato ai dazi.
Nel triennio 2020 - 2023, le esportazioni complessive spezzine sono cresciute in maniera consistente con un +82,2%, oltre il doppio del dato nazionale e circa 39 punti in più rispetto alla media della Liguria. Nello stesso triennio, i mercati di riferimento per l’export provinciale sono stati per oltre un terzo i paesi comunitari (in particolare, Francia, Germania e Paesi Bassi: insieme 20,5%) e per il 16,4% gli Stati Uniti.
Nel corso del 2023, l’export verso l’Area euro a 27 è salito dell’8,2%, mentre quello verso gli USA è cresciuto addirittura del 126,6%!
Gli ultimi dati ufficiali disponibili al 31 dicembre dello scorso anno - seppure ancora provvisori - registrano tra 2023 e 2024 una contrazione delle esportazioni nella provincia della Spezia del 9,8%
Da segnalare che questa alta volatilità dei valori di export è un effetto tipico e ricorrente dei territori come il nostro che esprimono una forte presenza di imprese che operano con “produzioni su commessa”, dove poche operazioni possono alterare significativamente le statistiche annuali.
In altre parole, le grandi commesse industriali possono generare picchi nelle esportazioni del territorio perché il loro valore può essere valorizzato tutto - o in gran parte - nell’anno della consegna, anche se la produzione si è avuta su più anni.
Con l’introduzione dei dazi da parte degli Stati Uniti, le imprese rischiano di trovarsi in una situazione complessa, con una possibile riduzione della competitività sul mercato internazionale, imputabile in modo particolare all’incertezza generata dall’altalenante politica economica del Presidente Trump.
Eventuali riduzioni, qualora si verificassero, dovrebbero comunque rimanere contenute, poiché i dazi andranno a colpire principalmente settori come il farmaceutico, la moda e l’agroalimentare, comparti che non trovano una presenza significativa nel tessuto produttivo locale.
Come avviene in ogni fase di crisi, tuttavia, il sistema produttivo deve dimostrarsi capace di cogliere le opportunità insite nel cambiamento, aprendosi con maggiore determinazione a nuovi mercati. In tal senso, ad esempio, il mercato indiano rappresenta una prospettiva strategica di enorme rilievo, con un potenziale stimato pari a circa quattro volte quello degli Stati Uniti
“La Spezia è una realtà che ha saputo investire e innovare, ma la crescita di lungo periodo dipende anche dalla capacità di mantenere aperti i mercati globali. Per questo, - conclude il presidente Gerini - occorrono soluzioni governative ed europee che possano salvaguardare gli interessi e lo sviluppo delle nostre imprese, eccellenti rappresentanti a livello mondiale del nostro magnifico Made in Italy”.