MARCO MAGI
Cronaca

"Fra musica e storia con la Regina della notte"

Il maestro Francesco Pasqualetti presenta il suo romanzo oggi alla Fondazione Carispezia. "Gli enigmi dell’omicidio Mozart"

Il maestro Francesco Pasqualetti presenta il suo romanzo ’La Regina della notte’ oggi pomeriggio alle 18 alla Fondazione Carispezia

Il maestro Francesco Pasqualetti presenta il suo romanzo ’La Regina della notte’ oggi pomeriggio alle 18 alla Fondazione Carispezia

Fra Mozart, Nostradamus, Caterina II di Russia e Cimarosa l’appuntamento di oggi, alle 18, negli spazi al piano terra della Fondazione Carispezia, dove il maestro Francesco Pasqualetti presenterà il suo romanzo ‘La regina della notte’. L’incontro fa parte del ‘Progetto Mozart’, nella stagione 2025 della rassegna ‘Concerti a Teatro’, promossa e organizzata dalla Fondazione.

Nel suo libro la musica c’è, ma tutto ruota soprattutto sugli argomenti storici e geopolitici della fine del Settecento. Un’attenzione (anche musicale) speciale da parte sua per quel periodo?

"La fine del Settecento è un periodo storico fuori dal comune – dice Pasqualetti, direttore d’orchestra e scrittore – La perfezione che raggiunge l’arte in termini di proporzioni, armonia e forza espressiva, è probabilmente qualcosa di inarrivabile. Penso alle sculture di Canova, alle costruzioni architettoniche di Vanvitelli, alla musica di Mozart. Perfezione sospesa su cambiamenti tragici e epocali. E non penso alla Rivoluzione Francese. Una intera nazione scompare dalla cartina europea: il Regno di Polonia (largamente coincidente coi confini dell’attuale Ucraina) è invaso dalla Russia di Caterina II, qualcosa dal sapore tremendamente attuale. Aver ricollocato gli enigmi dell’omicidio Mozart all’interno di quel preciso scacchiere geopolitico, fa assumere significati nuovi alle conoscenze musicologiche acquisite, e indica una soluzione da una prospettiva completamente nuova".

Quando è nata la sua passione per la scrittura?

"Ho da sempre accompagnato i miei studi musicali con quelli classici, laureandomi in Filosofia mentre iniziavo la carriera di direttore d’orchestra. La passione per la Storia e la comprensione dell’anima di un’epoca, credo siano strumenti essenziali per formare l’interpretazione musicale di un brano. Ricordo con chiarezza il libro che mi ha fatto innamorare della lettura, a 13 anni, capendoci poco o nulla: ‘Il nome della Rosa’ di Umberto Eco. Storia, enigmi e crimini da risolvere: gli ingredienti essenziali, in effetti, erano già tutti lì".

La musica resta comunque un ‘personaggio’ del testo?

"Segna il passo narrativo dell’intero libro, anche quando non è in scena. Il romanzo si basa sull’intreccio di storie, in apparenza totalmente distinte, che iniziano a ‘collassare’ l’una dentro l’altra, svelando di essere molti aspetti di una sola storia. Proprio come fa la musica contrappuntista quando intreccia molte voci musicali simultaneamente, l’una nell’altra".

Tanti i documenti consultati, qualcuno le manca?

"L’archivio di fine Settecento dei Principi Lichnovsky, probabilmente conservato nel Castello di Hradec nad Moravici, in Slesia. Credo possa svelare cose difficili da credere. E non escludo che il mio prossimo viaggio sia lì".

Qualche storico l’ha contattata o ha pubblicato libri/articoli per confutare la sua teoria sulla scomparsa di Mozart?

"Il libro ha due anime: è scritto in forma di romanzo, ma si basa su una ricerca storica inedita e ferrea. Mano a mano che scoprivo i tasselli di questo puzzle storico avevo chiaro che dovevo scegliere se comunicare queste possibili verità nella veste del romanzo o in quella di un saggio. Ho scelto il romanzo per dare la maggiore divulgazione possibile ai fatti scoperti. Ma è chiaro che le stesse informazioni dovranno essere trattate in forma più accademica per imporsi agli specialisti del settore. È una responsabilità a cui non intendo sottrarmi".

Ha trovato poi il tempo, come aveva espresso mesi fa, per dare forma agli appunti raccolti su fatti molto particolari accaduti tra il 1793 e il 1814?

"Gli appunti stanno germogliando in una direzione molto interessante, e stanno prendendo una forma che vedrà la luce in un tempo non troppo lontano...".

L’ispirazione le è arrivata quando stava dirigendo ‘Il matrimonio segreto’ di Cimarosa. Qualche altra opera le ha fatto scattare una nuova scintilla?

"Credo che quanto accaduto intorno a quell’opera sia effettivamente unico e irripetibile. Tuttavia, nel corso di queste ricerche più volte mi sono ritrovato a pensare che la mia fantasia non sarebbe stata in grado di partorire ciò che, semplicemente, è accaduto veramente. La Storia è un pozzo inesauribile di racconti che aspettano di essere rivissuti".