MATTEO MARCELLO
Cronaca

Il dragaggio di Panigaglia. Il Mase chiede chiarimenti

L’intervento previsto nel progetto di ammodernamento del rigassificatore. La commissione ministeriale vuole una valutazione sui possibili impatti.

Il rigassificatore di Panigaglia, di proprietà di Gnl Italia, al centro di un progetto di ammodernamento. (. foto di repertorio

Il rigassificatore di Panigaglia, di proprietà di Gnl Italia, al centro di un progetto di ammodernamento. (. foto di repertorio

Cinque pagine di richieste di integrazione del piano sotto i profili ambientali, paesaggistici, e della salute umana. Così la Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, chiamata a pronunciarsi sulla verifica di assoggettabilità a Valutazione di impatto ambientale del progetto per l’ammodernamento e adeguamento del rigassificatore di Panigaglia. La missiva, inviata pochi giorni fa a Gnl Italia, impegna la società del gruppo Snam a produrre entro venti giorni tutti i chiarimenti del caso, tramite ulteriore documentazione o revisione di quella già depositata. Il progetto è noto da tempo, e punta a migliorare le capacità produttive dello stabilimento, garantendo l’attracco di navi da 145mila metri cubi di gas – poco meno del doppio di quelle che attraccano oggi, dalla capienza compresa tra 70mila e 90mila metri cubi – e l’implementazione delle operazioni di rigassificazione dagli attuali 3,5 miliardi annui, a circa 4,6 miliardi all’anno di gas naturale. Potenziamento dello stabilimento che passa soprattutto da un corposo dragaggio, con l’asportazione di 1,9 milioni di metri cubi in uno specchio acqueo di 661.579 metri quadrati per garantire il passaggio di navi gasiere con maggior pescaggio. E proprio attorno al dragaggio, nei mesi scorsi, i mitilicoltori spezzini e Regione Liguria avevano posto i maggiori interrogativi. "La criticità di maggiore rilevanza è rappresentata dall’intervento di dragaggio. La previsione del dragare di circa 1.900.000 metri cubi di sedimenti marini assume un ruolo innovativo e da rivalutare, sotto il profilo della fattibilità tecnico-economico-ambientale, alla luce del mutato quadro normativo" si legge nelle osservazioni presentate dalla Regione, che nel proprio documento ha evidenziato non solo carenze documentali per i piani di monitoraggio ambientale di acque e rumore, ma anche sottolineato come ai fini della valutazione degli effetti derivanti dalla vulnerabilità del progetto a rischio di gravi incidenti o calamità "occorre che venga concluso l’esame avviato dal Comitato tecnico regionale competente al rilascio del Nulla osta di fattibilità". Temi, questi, ripresi dalla commissione ministeriale, che ha chiesto una pluralità di integrazioni al progetto. "Chiarire in maniera inconfutabile che la proposta è un ammodernamento e non un nuovo progetto, e se l’aumento di capacità è finalizzato alla distribuzione di gas metano nella penisola o al rifornimento di Gnl su altre bettoline destinate alla Sardegna" si legge nelle premesse di una missiva dove la commissione elenca una lunga serie di istanze. Sul dragaggio viene chiesta "la caratterizzazione ambientale e uno studio approfondito con relativi progetti riguardo le soluzioni di gestione" dei sedimenti marini, con tanto di valutazione dei possibili impatti sulle aree di balneazione e quelle dedicate alla mitilicoltura, mentre sul fronte della biodiversità la commissione illustra che è "necessario determinare l’eventuale esistenza di incidenze negative nei confronti delle specie animali e vegetali e degli habitat di interesse comunitario presenti nei vicini siti Natura 2000", con l’avvio di "una ulteriore procedura di screening di incidenza". Il Comitato ha chiesto inoltre un approfondimento sulla distribuzione spaziale della popolazione interessata dal progetto.

Matteo Marcello