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Annalisa Arrighi, Giulia Lecchini e Caterina Vergassola: sono le fondatrici dell’associazione no-profit Amici del Camec. A destra, la copertina del nostro libro
Pochi mesi di vita, ma già capace di diventare un riferimento nel mondo della cultura spezzina, tanto da avere collezionato diversi eventi sold out, come il doppio appuntamento con la visita guidata al museo rinnovato del curatore Gerhard Wolf e l’inaugurazione della mostra ’Btomic or be dead". Vento in poppa per l’associazione Amici del Camec, no-profit dedicata alla promozione e al sostegno del Centro d’arte moderna e contemporanea dove venerdì 7 marzo alle 18.30 si terrà la presentazione del libro realizzato dalla redazione de La Nazione ‘Pensieri d’artista. Sedici vite in cornice’ e sarà inaugurata la mostra con le opere di chi si è raccontato ai nostri cronisti.
L’obiettivo di questa neonata realtà è incentivare le attività del museo, con il supporto e la collaborazione di Comune della Spezia e Fondazione Carispezia. Mentre procede il tesseramento, parlano le componenti del consiglio direttivo: Annalisa Arrighi, presidentessa, Giulia Lecchini, segretaria generale e Caterina Vergassola, tesoriera. Possiamo dire: un inizio col botto! "Siamo molto contenti e stupiti: addirittura, ci sono state persone scontente perché il sold out non ci permetteva di far accedere altri nelle sale, questo riscontro ci fa davvero piacere. Ogni primo venerdì del mese proponiamo qualcosa e la risposta è ottima. Cerchiamo di coinvolgere fasce di età diverse, con eventi come laboratori per bambini, incontri pensati per un pubblico più adulto, ma puntiamo anche ai giovanissimi. Vogliamo provare a dar spazio a tutti, fruendo di tutti gli spazi possibili".
A cosa aspirate, oltre a questo? "Con la Fondazione Carispezia cerchiamo di aprire alla cittadinanza, ma vorremmo dare spazio anche a un pubblico di dimensione nazionale e internazionale".
Nello specifico, cosa bolle in pentola? "Vorremmo guadagnare la fiducia del pubblico anche proponendo cose nuove: abbiamo diverse idee su chi coinvolgere, stiamo lavorando per programmare diversi incontri legati all’arte e alla foto arte contemporanea e moderna".
Dov’era il gap fra museo e città? "Tre soggetti coinvolti, al posto del solo Comune, ora affiancato dalla Fondazione Carispezia e dal presidente del board Giacomo Bei, che porta una ventata nuova grazie alla sua esperienza con Palazzo Strozzi, fanno la differenza. Inoltre, noi stessi vogliamo dare un’impronta diversa per promuovere un approccio inclusivo, che forse prima non c’era: coinvolgiamo la cittadinanza, ognuno porta del proprio e si vive una realtà ora maggiormente aperta e valorizzata".
Anche il tesseramento non è fine a se stesso. "Esatto: vogliamo esser aperti con chi si tessera, creare un dialogo, aprire loro le porte del museo. Ricordiamo che i sottoscrittori hanno diversi benefit, come posti riservati, mostre gratuite tutto l’anno e sconti sugli articoli in vendita nello shop".
Guardando alla bella stagione, si sfrutteranno anche gli spazi esterni? "Seguiamo gli eventi da volontarie, e durante l’estate prevediamo di utilizzarli; inoltre, stiamo cercando una collaborazione con la Mediateca regionale ’Fregoso’ per creare una rassegna di proiezioni dedicate all’arte e ancora stiamo ragionando su proposte di arte visiva e performative, o ancora presentazioni di libri che siano legati a questo mondo e non fuori contesto". Chiara Tenca