
Dalla devozione per la santa patrona ai segreti della buonissima Scherpada. Tutti collaborano alla manutenzione dello storico presepe creato 40 anni fa.
Non tutti i luoghi come Ponzano Superiore possono raccontare la stessa immagine, nel grande belvedere dando le spalle al palazzo dei marchesi Remedi, facilmente con l’indice sinistro si può indicare Livorno e con l’indice destro le pale eoliche di Pontremoli che spuntano come mulini a vento. Chilometri di veduta compresi da due braccia dove la vista frontalmente a sorpresa ‘sbatte’ contro l’immensità delle Grazie e gli occhi vanno dalla Toscana, tornano in Liguria, fanno di nuovo un salto in Toscana, offrendo solo il meglio tra torri e campanili.
Nel cammino di un viandante nel borgo storico, futuro e passato si mescolano amorevolmente, tra gli stemmi cinquecenteschi e i bassorilievi, i luoghi della via Francigena che ospiteranno i nuovi obiettivi. Nei progetti che Ponzano vedrà come l’ostello, l’apertura dei circolo, la bottega di comunità ben si incastrano, per la curiosità insaziabile di un turista, spaccati del passato conservati con accuratezza, che si possono vedere nell’oratorio della confraternita della Santissima Annunziata nata nel 1580.
Appena si apre il portone non si può che tacere, perché nessuno si aspetterebbe di vedere mantenuta come nuova, un’ambulanza a carro, del 1928 utilizzata fino al 1965, che persone portavano a mano fino a valle, preziosa come una reliquia. Nella chiesa dedicata a San Michele Arcangelo, già documentata nel tredicesimo secolo, con il campanile in stile lucchese, il parroco Don Piero Corsi arriva sulle scale bianche con la lunga tonaca nera e si accinge a pronunciare la messa in latino, al suo interno non si sa dove guardare per il bello che c’è. Nascosto da un paravento il corpo integro di Santa Concordia, la martire rivestita con broccato del 1500.
"La patrona del paese – spiega Filippo Calcagnini – ora protetta da un pannello". Una devozione antica: "Si raccontava – aggiungono – che il pannello veniva tolto per propiziare la pioggia". Il cammino della chiesa porta al grande Presepe che è un fiore all’occhiello per Ponzano: "L’ho costruito io insieme agli altri ragazzi della parrocchia – racconta Marzia Bertolla – quarant’anni fa. Abbiamo usato tufo, calcare, la malta, le statuine le abbiamo comprate negli anni e sono di terracotta di Caltagirone, il muschio venne portato dalla Valle d’Aosta, il mulino e il frantoio furono fatti da Gianni Guzzo e le luci dall’elettricista Sandro Domenichelli, a destra si può notare un palazzo tutto nostro, la casa della scherpada con una statuina che la tiene in mano".
Allestito il presepe, appunto 40 anni fa, proprio i primi anni accumulò offerte sorprendenti, una cifra inattesa, ben 14 milioni di lire, fu un ’miracolo’ per tutti. Del presepe si occupano i paesani, tre anni fa a causa di un’infiltrazione di umidità fu tutto smontato e venne fatta una capillare manutenzione, grazie anche alla collaborazione di Claudio Gnarini. Usciti dal presepe sembra di rimanervi dentro perché un suono celestiale sorprende i visitatori, è quello della piva emiliana di Mauro Manicardi, organettista (nella foto a sinistra), solo diciotto esemplari di questo strumento che in Italia si suona in sol e lascia nelle vie una musica suggestiva.
Insomma un luogo magico dove Iosella Schiasselloni è nata e mai se ne andrà: "Non c’è posto più bello al mondo qua si sta una meraviglia" Cristina Guala