
Claudio Terzi entrerà. nella Hall of Fame del club bianco
Dopo Sergio Carpanesi, Francolino Fiori e Nicola Padoin, sarà la volta di Claudio Terzi ricevere le ovazioni della folla aquilotta per la sua incoronazione nella Hall of Fame del club bianco. La sua firma nell’apposito pannello fotografico a lui dedicato avverrà prima dell’ormai prossimo derby Spezia-Sampdoria.
Terzi, domenica entrerà nella Hall of Fame del sodalizio aquilotto, quali le sensazioni?
"Sono molto felice e orgoglioso di aver fatto parte della storia del club, è un bel riconoscimento. Spezia e lo Spezia mi hanno dato tantissimo, anch’io penso di aver dato altrettanto. Ho conosciuto tante persone fantastiche che hanno passione per i colori bianchi".
I sei anni in riva al Golfo con le 218 presenze in maglia bianca e la fascia di capitano al braccio cosa le hanno trasmesso dal punto di vista sportivo e umano?
"Quando arrivai qui da Palermo vi era un progetto ambizioso da parte della proprietà di allora, il desiderio di portare lo Spezia in Serie A, di far crescere la società e la squadra. Ci abbiamo messo un po’ di tempo perché non è stato semplice creare un’identità di squadra vincente, mi sarei aspettato di arrivare prima in massima serie. Però, poi, la soddisfazione con la promozione del 2020 è stata grandissima, anche se mescolata al dispiacere perché essa è coincisa con il Covid che non ha consentito ai tifosi di essere allo stadio. Dal punto di vista umano ho conosciuto tante persone, anche fuori dalla società, il secondo figlio è nato qui, Spezia è una seconda casa".
Milano, Bologna e Spezia le tre città del cuore?
"Direi Bologna e Spezia. A Bologna mi trasferii quando avevo tre anni con la mia famiglia, Spezia è allo stesso livello affettivo. Tra l’altro con la mia famiglia abbiamo deciso di vivere stabilmente qui in riva al Golfo".
Quali i momenti più significativi del suo percorso in maglia bianca?
"La promozione in Serie A e la salvezza in massima serie, ma tutto il percorso che c’è stato per arrivare al salto di categoria è stato importante perché ha permesso la creazione di un gruppo e di un’identità importanti. Un altro momento significativo è stato il mio ritorno a fine carriera, dopo l’esperienza a Siena. Il mio desiderio era di iniziare a allenare, il primo anno mi è servito tanto per capire lo staff, per poi iniziare il mio percorso da solo".
Il suo incoronamento avverrà proprio in occasione del derby con la Samp che risveglia ricordi bellissimi, con un suo gol di testa in Serie A.
"Sono contento che coincida con il derby. Con la Samp, in effetti, ho realizzato il mio ultimo gol con la maglia dello Spezia e l’ultimo in Serie A, sembra che si sia riunito il destino".
Venendo all’attualità, come inquadra il cammino della truppa di D’Angelo? Se non sarà Serie A diretta, qual è il livello di rischio dei play-off?
"Non credo che sia compromesso il percorso per la A diretta perché il campionato è ancora lungo e lo Spezia ha lo scontro diretto a favore. Può, ancora, succedere di tutto. Lo Spezia deve pensare partita per partita, poi è normale che essendovi otto punti di distacco occorra sperare nei passi falsi del Pisa. Lo Spezia ha un gruppo veramente forte con un allenatore bravo e di esperienza, lotterà fino alla fine per la A. Se affronterà i play-off come terzo non sarà una cosa di poco conto potendo contare su due risultati su tre".
La sua Primavera?
"Siamo partiti molto bene, nel girone di andata siamo stati nella zona play-off. Fino a gennaio abbiamo avuto tre fuori quota, ora c’è rimasto Garzia, non dimenticando i non pochi infortuni traumatici che ci sono stati. Siamo la Primavera più giovane d’Italia, stiamo facendo giocare anche dei 2008 e abbiamo tanti 2007. Stiamo facendo bene, arriviamo da cinque risultati utili consecutivi. In rosa abbiamo giocatori che penso dovranno andare a giocare in una prima squadra, non so in quale categoria: penso a Garzia, Fontanarosa e Bertoncini. Il nostro obiettivo è far crescere i ragazzi per portarli in prima squadra".
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