REDAZIONE LUCCA

Biblioteca popolare. Un appello al sindaco

L’associazione quartiere San Concordio si rivolge a Pardini chiedendo di ripensare la chiusura: “La succursale dell’Agorà non può essere il pretesto“.

Biblioteca popolare

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"L’apertura di una succursale dell’Agorà nella Piazza Coperta non può essere il pretesto per mettere la parola fine a un’esperienza di partecipazione come quella della biblioteca popolare".

A rivolgersi direttamente al sindaco di Lucca, Mario Pardini, è l’Associazione quartiere San Concordio, che da oltre dieci anni ha in custodia - grazie a una convenzione più volte rinnovata - la villa Liberty di via Urbiciani, divenuta nel tempo casa di realtà e iniziative di stampo sociale e culturale. Al momento, infatti, l’incontro dei volontari con l’assessore al patrimonio Moreno Bruni non sembra aver cambiato le carte in tavola: l’associazione potrà finire le attività già programmate ma dovrà lasciare l’immobile entro la fine di giugno, mentre gli utenti della sala studio potranno ‘trasferirsi’ nei nuovi spazi che sorgeranno nella Piazza Coperta.

"Tutti sono a conoscenza del fatto che la convenzione in atto preveda, oltre alla gestione della biblioteca di quartiere, anche attività e iniziative con finalità sociali e culturali che da anni portiamo avanti con corsi di lingua, laboratori e incontri - ricordano dall’associazione -. Contrapporre questo, all’apertura dell’Agorà, sembra dunque uno stratagemma per chiudere spazi attivi nel quartiere che non possono essere ‘sostituiti’ da un generico bando pubblico rivolto a enti del terzo settore per gestire attività all’interno della Piazza Coperta, così come annunciato dall’amministrazione. Chiediamo dunque al sindaco di aprire e non chiudere spazi, di valorizzare e promuovere la spontaneità che nasce dal basso, di lasciare che l’esperienza della biblioteca popolare continui a vivere".

Prosegue quindi la raccolta firme lanciata dall’Associazione, che ha già ricevuto il sostegno di residenti e diverse realtà, come il Comitato per San Concordio, per il quale la coesistenza tra l’Agorà e la Biblioteca popolare all’interno dello stesso quartiere non è solo possibile, ma anche auspicabile.

Intanto il 6 aprile alle 16 negli spazi di via Urbiciani è stata convocata un’assemblea pubblica sul tema.

Jessica Quilici