Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 622 pronunciata lunedì scorso, ha confermato la piena legittimità dell’affidamento della concessione del Caffè delle Mura da parte dell’amministrazione comunale alla curatela del fallimento GRB, successivamente assegnata in gestione alla società Umberto srl.
Il giudizio, in cui il Comune di Lucca è stato rappresentato dall’avvocato Laura Marras, e la curatela dagli avvocati Alessandro Bertani e Giuseppe Toscano, ha ribadito che l’amministrazione comunale e la curatela fallimentare hanno agito legittimamente, perseguendo in modo razionale e conforme ai principi di buona amministrazione l’interesse pubblico. La sentenza sottolinea l’obiettivo di garantire un uso ottimale del bene demaniale, in condizioni di concorrenza e trasparenza, restituendo alla cittadinanza un esercizio storico e identitario della città, valorizzato attraverso una procedura ad evidenza pubblica.
In particolare, si legge nella sentenza che: “Il Comune e la curatela fallimentare hanno legittimamente perseguito, in modo non irragionevole e secondo canoni di buona amministrazione, l’interesse volto ad un ottimale uso del bene demaniale in condizioni concorrenziali, con la restituzione, previa selezione della migliore offerta mediante procedura ad evidenza pubblica, alla fruizione da parte della cittadinanza di un antico esercizio di somministrazione identitario della storia e della cultura della città, sottraendolo a usi non legittimi...”
La sentenza si chiude con una significativa condanna alle spese legali a carico della ricorrente, la Società Ristorante Antico Caffè delle Mura. Il sindaco Mario Pardini, insieme all’assessore con delega alla valorizzazione delle Mura, Remo Santini, e all’assessore al bilancio, Moreno Bruni, ha espresso soddisfazione per l’esito della vicenda: “Accogliamo con estrema soddisfazione questa decisione, che rappresenta un ulteriore tassello fondamentale verso la conclusione di una vicenda complessa e di lunga durata, pur restando in attesa degli esiti del giudizio ancora pendente presso la Corte di Appello di Firenze. L’azione amministrativa - aggiungono - è stata determinante per consentire la riapertura, in quanto la decisione di svincolare la concessione ha messo nelle condizioni la curatela fallimentare di poter lanciare un bando per la gestione”.