GIULIA PRETE
Cronaca

Chat Gpt, i limiti dell’intelligenza artificiale

Gli studenti hanno messo alla prova ChatGPT (nella sua versione gratuita di GPT-4o mini) ponendogli domande di grammatica italiana e...

Disegno di Dalia Spinelli

Disegno di Dalia Spinelli

Gli studenti hanno messo alla prova ChatGPT (nella sua versione gratuita di GPT-4o mini) ponendogli domande di grammatica italiana e di lingua latina (quest’ultima insegnata come materia curricolare nella nostra scuola). La prima è stata “Svolgi l’analisi logica della frase “Ho litigato con Marco”.

Il chatbot ha interpretato erroneamente "con Marco" come complemento di compagnia, sebbene esso assuma la funzione di complemento di relazione, rivelando così una conoscenza superficiale e limitata dell’argomento. La seconda domanda è stata: “Traduci dal latino all’italiano la frase: Cane, Nero, magna bella Persica“.

Un classico trabocchetto a cui è caduto anche il chatbot, considerando che la sua risposta è stata la seguente: "O cane nero, grandi guerre persiane". Infatti, l’IA non ha saputo riconoscere né l’imperativo del verbo latino “cano” – scambiandolo per il vocativo del sostantivo “canis” – né il vocativo singolare “Nero” (cioè “O Nerone”). In futuro, la vera sfida non sarà solo quella di insegnare a usare l’IA, ma di insegnare a non lasciarsi sopraffare da questa, mantenendo viva la capacità di riflettere, di imparare dai propri errori, di costruire un sapere che vada oltre ciò che è immediatamente disponibile, ma, soprattutto, di mantenere vivo l’utilizzo della nostra mente, decisamente migliore di quella artificiale.