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Il dottor Roberto Femia, dirigente delle volanti della Questura, mentre spiega le truffe più insidiose nell'oratorio Sant'Anna a Lucca (Foto Alcide)
Lucca, 27 febbraio 2025 – Non fare entrare nessuno in casa, allertare con tempestività le forze dell’ordine e condividere il più possibile le proprie disavventure. Il tutto tenendo sempre a mente che lo Stato, e chi lo rappresenta, non chiamerà mai per chiedere soldi telefonicamente. Sono questi i principi dell’anti-truffa, illustrati martedì pomeriggio all’oratorio della parrocchia di Sant’Anna dal dirigente delle volanti della questura di Lucca, Roberto Femia. Un momento di incontro con la cittadinanza, voluto proprio dalla Polizia, per contrastare il crescente numero di truffe in provincia ai danni degli anziani, ma non solo.
“Purtroppo le persone più fragili sono anche le più soggette a rimanere vittime di tentativi di raggiro - ha spiegato Femia -. Questo perché oltre all’avanzare dell’età che può portare a una progressiva perdita di lucidità, spesso sono le uniche ad avere ancora un telefono fisso e a vivere da sole. Per questo è fondamentale fare informazione e conoscere le modalità - sempre in evoluzione - che vengono utilizzate dai malfattori di professione. È opportuno quindi ricordare di non fidarsi delle persone, di non far mai entrare in casa nessuno, né per presunti controlli del gas o di metratura dell’appartamento, né soprattutto per ritirare soldi“.
“Tutte truffe messe in atto meticolosamente da chi si presenta come un amico, ma per le quali occorre tenere a mente che l’abito non fa il monaco: anche se si presentano alla porta con casacche o divise, dobbiamo tenere a mente che chi effettivamente deve effettuare un qualche tipo di intervento prima avvisa l’utente. Ad ogni modo è sempre meglio non farsi mai trovare soli in casa”.
Su una platea di circa sessanta persone, infatti, la quasi totalità dei presenti ha raccontato di essere stata vittima in prima persona, o di conoscere qualcuno, che è finito nel mirino di malintenzionati. Tutti elementi utili, agli agenti stessi, per ‘misurare’ anche il modo in cui le truffe evolvono nell’arco di poco tempo. E allo stesso tempo fornire tutte le informazioni utili per far sì che chiunque possa aiutare gli agenti a smascherare e arrestare i malintenzionati: nel caso delle truffe telefoniche, ad esempio, è importante non riattaccare e allertare subito le forze dell’ordine. A oggi, secondo le cifre fornite dal commissario Roberto Femia, si ha in media un arresto ogni cinque o sei truffe.
“La tempestività è fondamentale quando percepiamo di essere sotto truffa – ha ribadito il questore di Lucca Edgardo Giobbi -. Per questo, oltre al numero unico di intervento 112, abbiamo attivato l’app ‘YouPol’, dove è possibile segnalare anche attraverso audio e video, eventuali disavventure e attivare le volanti nell’immediato. Così come è importante che ciascuno condivida nei propri gruppi Whatsapp, con parenti e amici, le proprie disavventure. Anche perché le modalità dei raggiri cambiano spesso, e l’unico modo per far demordere i malintenzionati è far sì che questi tentativi non vadano in porto. Un risultato che si ottiene anche con il ‘passaparola’. Allo stesso tempo noi cercheremo di rendere questi incontri ciclici, per rimanere aggiornati e cercare di raggiungere sempre più persone”.
Tra i presenti in sala, proprio una donna, che è riuscita a smascherare un raggiro grazie a un precedente evento informativo delle forze dell’ordine.