REDAZIONE LUCCA

Funerali “pilotati“: indagate quattro persone

Sospesi un medico e un necroforo per abuso d’ufficio. Il titolare di un’agenzia e il suo collaboratore sono invece accusati di corruzione

Due dipendenti di strutture sanitarie sono stati indagati per abuso d’ufficio e due operatori di onoranze funebri per corruzione. L’accusa nei loro confronti è di aver indirizzato i familiari di persone defunte a scegliere per le esequie proprio quelle determinate agenzie di onoranze funebri. Per questo motivo il gip del Tribunale di Lucca ha disposto la sospensione di un medico e di un necroforo e l’obbligo, per il contitolare di un’agenzia di onoranze funebri e un suo collaboratore, di presentarsi periodicamente alla polizia giudiziaria. Ad eseguire le misure cautelari sono stati gli agenti della squadra mobile della questura e il personale della sezione di polizia giudiziaria della Procura.

I fatti risalgono a un periodo a cavallo tra il 2019 e il 2020, con l’indagine partita dopo un esposto presentato direttamente alla Procura. L’ipotesi, come detto, è che i due sanitari, strumentalizzando la propria posizione lavorativa, di concerto con i titolari di imprese di onoranze funebri, con sede in Versilia, abbiano indotto i familiari dei defunti a scegliere per le esequie determinate aziende. Non solo: l’indagine ipotizza che uno degli indagati avrebbe esercitato abusivamente la professione sanitaria grazie all’appoggio di colleghi regolarmente iscritti.

I sanitari indagati sono un medico ematologo, in servizio in una struttura privata convenzionata con il Servizio sanitario nazionale, accusato del reato di abuso d’ufficio e ritenuto responsabile aver violato il dovere di imparzialità, riservatezza e correttezza, e un necroforo in servizio in una struttura dell’Asl, accusato degli stessi reati. Per entrambi è scattata la sospensione dall’esercizio di qualsiasi servizio o funzione pubblica.

Gli altri due sono il contitolare di un’agenzia di onoranze funebri, accusato di aver corrotto il medico al fine di ottenere informazioni finalizzate ad ottenere il servizio funebre per una persona deceduta nella struttura in cui lavorava, e un suo collaboratore con la stessa accusa. Nei loro confronti è stato disposto l’obbligo di presentazione periodica alla polizia giudiziaria. L’esecuzione delle misure cautelari sono state precedute da sei perquisizioni in cui è stato sequestrato materiale informatico e un ingente quantitativo di medicinali e vari presidi sanitari sulla cui provenienza sono in corso accertamenti.